Luciano Pagano, Re Kappa

“Re Kappa”, romanzo d’esordio di Luciano Pagano, edito da Besa, analizza con sferzante ironia la realtà editoriale salentina, e lo fa presentando nelle cento pagine che lo strutturano le relazioni esistenti tra tre personaggi chiave: l’io narrante, un giovane scrittore con una smaniosa voglia di pubblicare, Gastone Gallo, editore tuttofare, mai domo, sempre con nuove idee da sciorinare con dovizia di particolari ai suoi collaboratori, e Michel Benoit, un critico di origini francesi, di discutibili qualità.
Da un lato c'è la voglia del giovane scrittore di portare avanti il suo progetto di romanzo sperimentale. Dall'altro la voglia dell'editore Gastone Gallo di indurlo a parlare di se stesso, di gettarsi a capofitto in una storia che evidenzi la precarietà lavorativa ed esistenziale dello scrittore perché più vendibile. Non c'è spazio per la scrittura di ricerca, perché nessuno la compra: questo in sintesi il pensiero del pragmatico editore.
A ciò si aggiunge il rispetto che Gallo nutre per Michel Benoit, losca figura di critico opportunista. Benoit è un critico che non ha mai fatto pubblicazioni degne di valore. Il suo unico merito è quello di possedere il manoscritto del leggendario “Volonté du roi Krugold” di Louis-Ferdinand Céline, testo di oltre novecento pagine sul quale l’autore di “Viaggio al termine della notte” lavorò per molti anni, senza che lo stesso potesse mai veder la luce, poiché misteriosamente scomparso.
Ne emerge un mondo torbido, nel quale Benoit, rimandando continuamente la consegna dell’edizione critica del manoscritto in questione, tiene in scacco l'editore Gallo, facendosi donare grosse somme di denaro per organizzare i suoi Festival di Poesia estivi nel Salento.
L’odio profondo del protagonista e il desiderio di poter avere un rapporto esclusivo con il suo editore lo spingono a compiere l’impensabile. E sarà proprio la ricerca del manoscritto misterioso a far compiere alla narrazione la sua fuga verso l’inaspettato finale.
Dopo anni di pubblicazioni su riviste on line e autoproduzioni, dopo aver solcato la strada complessa della sperimentazione, Pagano ci consegna un breve romanzo lineare, compiuto e coinvolgente.

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