Youdream di Alberico De Giglio

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Il libro di uno youtuber diciassettenne che racconta la propria quotidianità è al terzo posto della classifica dei volumi più venduti nella settimana dal 24 al 30 gennaio. In appena 5 giorni sugli scaffali, Youdream di Alberico De Giglio ha superato i bestseller di Nicholas Sparks e Fabio Volo, per insediarsi sul terzo gradino del podio, alle spalle di due autori che potrebbero essere suoi nonni, se non addirittura bisnonni: il 79enne Papa Francesco e il novantenne Andrea Camilleri. Questo almeno è il dato che ci restituisce il campione di 900 librerie monitorate da Nielsen Bookscan.

Nonostante sia il terzo libro più letto della settimana e nonostante Mondadori sia la principale casa editrice italiana non esiste la possibilità di trovare una scheda del libro. L’unica pagina Mondadori dedicata al giovane autore è quella del lancio del libro a Milano, lo scorso 26 gennaio. La presenza fisica dell’autore a un evento promozionale, insomma, viene prima del libro.

In questa pagina Alberico spiega che cos’è Youdream:

“Voglio raccontarvi chi sono. A partire dal mio stile e dal tremendo rapporto con i miei capelli. Poi la mia vita di tutti i giorni: i miei amici, le mie storie d’amore. E poi la mia famiglia: la mia sorellina, i miei genitori e tutti quelli che non ci sono più, ma che sento sempre vicini. E non voglio raccontare solo la mia vita di oggi, ma anche tutto quello che mi ha fatto diventare la persona che sono adesso. Perché tante volte la gioia nasce dalla sofferenza e le soddisfazioni sono molto più belle quando dietro ci sono i sacrifici più dolorosi. E poi voglio sfogarmi. Voglio parlarvi di tutti i giorni in cui ho sofferto, di quella professoressa che non mi rispettava e che da me pretendeva rispetto, di tutti quelli che mi insultavano e mi picchiavano solo perché ero una persona diversa da loro. Voglio raccontarvi di come la vita può essere difficile quando nasci in una città lontana dalla capitale, una città segnata dalla crisi, dove l’unica cosa che tutti ti dicono è: scappa. E invece no. Io voglio raccontarvi di come sono arrivato fin qui. Nonostante tutto. E voglio dirlo una volta ancora a tutti quelli che mi hanno trattato male, che non mi hanno mai dato una possibilità, a tutti quelli che mi prendevano in giro. Vi ringrazio. Perché senza di voi forse non sarei mai stato qui, adesso. Questo è il mio riscatto”.

Johann Wolfgang von Goethe aveva dovuto attendere i 25 anni per vedersi pubblicare I dolori del giovane Werther, De Giglio, insomma, è in vantaggio di 8 anni sull’autore del romanticismo tedesco.

Sulla copertina del libro, oltre al primo piano di De Giglio, vengono segnalati i 130.000 follower su Twitter, gli oltre 280.000 like su Facebook e i quasi 500.000 follower su Instagram. Il seguito social dell’autore, insomma, viene prima del libro.

03-de-giglio.jpg In un articolo di qualche giorno fa su Wired, Francesco Gungui ha provato a capire quanti Mi Piace e quanti follower sono necessari per essere notati dalle case editrici. Un esempio è quello di Antonio Dikele Distefano che si è autopubblicato Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti e se l’è promosso con serate, presentazioni, incontri nelle scuole e video postati sul web. Forte di 68mila fan su Facebook e 120mila amici sul profilo personale, ora arriva da Mondadori con Prima o poi ci abbracceremo.

Secondo Gungui, dunque, per intavolare una trattativa con una casa editrice che privilegia i numeri e la “dote” di follower di cui si dispone occorrono almeno 20mila fan e una media di 500 Mi piace a status. Se poi si ha un romanzo autopubblicato, la soglia minima di copie venduta per diventare appetibili è di 15mila. Nel panorama editoriale, dopo il clamoroso successo della saga After di Anna Todd, potrebbero subentrare nuove variabili, fra cui la presenza su Wattpadd. In Italia c'è il caso di Cristina Chiperi, autrice di My dilemma is you di cui ci parla Angela Iannone.

De Giglio ha costruito il proprio successo rivolgendosi ai suoi coetanei, la fascia di adolescenti che va dai 12 anni alla maggiore età, quel pubblico di Young Adult che diventa sempre più appetibile per le case editrici, specialmente per il colosso Mondazzoli. Youdream è una sorta di risposta italiana ad After di Anna Todd, laddove il protagonista non è un componente della band One Direction, ma uno youtuber che racconta se stesso.

Per certi versi vale per De Giglio il discorso fatto un paio di mesi fa riguardo a Fabio Volo: il contenuto del libro è irrilevante se il personaggio è in grado di garantire, da solo, uno zoccolo duro di pubblico. Ed è altrettanto irrilevante che il personaggio non abbia alcuna dimestichezza con la scrittura poiché, sulle garanzie numeriche del seguito social, la macchina del marketing saprà costruire – con i propri editor, ghost writer e comunicatori – tutto ciò che è necessario a un prodotto editoriale di successo.

In un video dello scorso dicembre intitolato Cambiamento, Alberico De Giglio annunciava l’imminente uscita del libro:

"Voi non potete capire quanto io sia emozionato in questo momento. Ho lavorato sodo e sono convinto che supererà le vostre aspettative. Per questo vi prego e ve ne sarei grato se lo leggeste davvero. Ho cercato di dare una speranza a quella gente che ha un sogno ma che purtroppo per delle persone che li prendono (sic!) in giro non riescono a realizzarlo. Magari lo troverete divertente, ma sotto le righe c’è nascosto un vero e proprio messaggio".

In un mese e mezzo il video è stato visualizzato 376mila volte e ha ottenuto oltre 47mila Mi Piace. Appare chiaro che con una simile partenza in libreria De Giglio venderà qualche decina di migliaia di copie diventando un caso editoriale. Lo stesso youtuber, nel video succitato, metteva già le mani avanti ironizzando sui futuri detrattori della sua pubblicazione. Già consapevole delle critiche che un’operazione del genere inevitabilmente solleva, l’autore di Youdream le ha anticipate scimmiottando in una delle sue gag gli scettici.

A mio modo di vedere il fenomeno va valutato in un’ottica che supera le categorizzazioni mediali: ok il libro avrà successo ma quel che Mondadori sta vendendo è la trasposizione cartacea dei contenuti che hanno permesso a De Giglio di diventare un fenomeno di Youtube. Sul fatto che sia azzardato parlare di autore credo siano d’accordo tutti: De Giglio (che inizia a difendersi su Youtube prima che il libro sia uscito), l’editore (che mette il numero dei Mi Piace e i Follower in copertina) e i follower (almeno a leggere alcuni commenti ai suoi ultimi video). Stiamo parlando di marketing ben confezionato che si dichiara fin dalla copertina, con un bollino che assomiglia più a un counter di Youtube che a una delle fascette che accompagnano i libri da top ten.

Un quarto di secolo fa Marcello D’Orta vendette due milioni di copie con Io speriamo che me la cavo che raccoglieva sessanta temi sgrammaticati e fantasiosi dei bambini napoletani. Indovinate un po’ qual era la casa editrice? Mondadori ovviamente. Nell’editoria c’è posto per tutti e i grandi colossi se ne infischiano della qualità dei contenuti o di mantenere fede alla storia della casa editrice. Non stupiamoci se La Nave di Teseo prende il largo zeppa di autori che si ammutinano al Leviatano nazionale: significa che c’è ancora qualcuno che vuole pubblicare libri degni di questo nome. Per il resto abituiamoci all’idea che la carta – dimenticando i concetti di qualità, educazione, accrescimento e formazione - serva da supporto alla monetizzazione di ciò che ha avuto successo nel digitale.

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