Dieci romanzi che non sono (ancora) diventati film

Nell’era in cui, grazie al digitale, è ormai possibile fare di tutto c’è una sola cosa che gli effetti speciali non sono in grado di riprodurre: l’atmosfera che i romanzi riescono a creare nel loro “patto” con i lettori capaci di abbandonarsi incondizionatamente alle loro storie.

Molti dei romanzi più importanti dell’ultimo secolo non sono mai stati trasposti al cinema, vuoi per i timori reverenziali che suscitano anche nei registi più capaci, vuoi perché lo spazio esteso di un romanzo può approfondire molto meglio di quello limitato ai 90, 120 o, nei casi più estremi, 180 minuti della riduzione cinematografica.

C’è poi un altro fattore molto importante: la forma. Se la principale caratteristica che rende importante o “seminale” un romanzo è lo stile di scrittura difficilmente sarà possibile che questo plusvalore venga riprodotto al cinema. Ci vuole un grande regista il cui stile sia abbastanza espressivo da potersi adattare all’espressività dell’autore (e produttori abbastanza coraggiosi da assecondarne l’estro). In tal senso mi vengono in mente due registi “spericolati” come Terry Gilliam (che ha portato al cinema Paura e delirio a Las Vegas cercando di uniformare il film al soggetto del “gonzo journalist” Henry Stockton Thompson) e Michel Gondry (la cui irrefrenabile immaginazione ha partorito con Mood Indigo un’ammirevole riduzione de La schiuma dei giorni di Boris Vian).

Ecco nella nostra fotostory d’apertura dieci grandissimi romanzi che hanno segnato la storia della letteratura ma che nessuno ha ancora portato al cinema.

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