Feltrinelli di Bologna, il direttore non legge le donne. E quindi?

Bufera sulle dichiarazioni del direttore della libreria. Ma ha davvero detto così?

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Perchè si legge un libro?

Bisognerebbe provare a rispondere a questa domanda, apparentemente banale, per capire se dobbiamo (inteso come 'noi donne') alzare le barricate, stavolta contro il direttore della libreria Feltrinelli di Bologna, reo di non leggere le donne.

O per lo meno, così ce l'hanno venduta, ad esempio Marilù Oliva sul suo blog anche a nome di sue colleghe scrittrici.

Il direttore della libreria figlia della casa editrice di quel Giangiacomo attivista e partigiano, quindi per così dire il cuore pulsante della vita culturale di una città come Bologna, la 'dotta' (e casa della più antica università d'Europa tanto per dirne una), ha detto nel corso di un'intervista a Repubblica, in cui si parlava dei gusti bolognesi in fatto di libri, e quindi dello stesso direttore:

"Di autrici nemmeno una?
«Lo confesso, non ne leggo molte. E non volevo barare, né fare il politicamente corretto»"

Quindi: Marco Bonassi ha detto di non leggere MOLTE autrici. Non ha detto nè di non leggere donne per partito preso nè per altre motivazioni.

Ha detto che non legge molte autrici, è stato sincero. Punto. Gusto personale.

Dove sta il problema allora?

No perchè noi ci aspettiamo che essendo una figura legata alla cultura il direttore di una libreria si faccia promotore della lotta per abbattere i muri, penso io che vogliate sottintendere. Del resto, Bonassi - cito Oliva - sarebbe:

"specchio di una certa fascia di lettori nostrani che snobba la letteratura prodotta da scrittrici e, in genere, predilige gli stranieri"

Per cui

"Forse con una piccola bugia avrebbe fatto più bella figura e sarebbe stata una bella pacca sulla spalla alle battaglie per l'uguaglianza di genere che portiamo avanti quotidianamente (il gender gap non ce lo siamo inventati noi. Così come le varie forme di dislivello e di svalutazione), ma anche senza ricorrere alla menzogna, noi tutte avremmo preferito che lei rispondesse qualcosa del genere:

«Lo confesso, non ne leggo molte (di donne). Ma mi rendo conto che è una mia lacuna e conto di colmarla presto»."

Ma scherziamo? Avrebbe dovuto DIRE UNA BUGIA per darci la pacchetta sulla spalla e farci felici?

E a monte: dobbiamo leggere i libri scritti dalle donne in quanto scritti da donne indipendentemente dalla qualità?

Dobbiamo obbligare ogni lettore che acquista un libro scritto da un uomo da Feltrinelli a comprare per par condicio il libro scritto da una donna forse? Magari con lo sconto? O scontare i libri delle scrittrici per invogliare alla lettura? (no che poi suggeriamo idee di marketing).

Ma non ci rendiamo conto di quanto questo non faccia altro che - questo sì - alzare il muro di genere?

Dobbiamo incazzarci per qualcosa?

Perchè piuttosto non contestiamo ad esempio l'esistenza della letteratura 'rosa' e 'chick lit', come se le donne non sapessero apprezzare altre storie che non siano di passione lui-ama-lei o faccende di shopping senza limiti e peli sulle gambe.

Seriamente, nessuno nega, io per prima non lo faccio, che le scrittrici e le donne di cultura in generale subiscano discriminazioni. Ma le 'quote rosa' non sono una soluzione, bensì un'ulteriore ghettizzazione. Leviamo gli scudi non per le donne in quanto tali ma (il primo esempio che mi viene in mente) per le donne che provano a eliminare gli stereotipi di genere ad esempio, ricevendo in cambio solo fango.

Perchè si comincia così: se un giorno si riusciranno a demolire gli stereotipi allora si potrà ricominciare a costruire un paradigma diverso.

Sapete, mi viene in mente quella puntata dei Simpson in cui, dopo una frase 'infelice' del direttore Skinner, la scuola viene divisa a metà, maschi e femmine, e Lisa si traveste da maschio per studiare matematica. In una scena Skinner ha un mezzo esaurimento nervoso perchè non sa più cosa dire e come dirlo per non offendere nessuno. Ecco, cerchiamo di non arrivare a questo punto. Per non fare la fine delle specie protette, isolate sotto una campana di vetro e guardate con un misto di commiserazione e accondiscendenza.

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Screenshot della classifica dei libri più venduti sul sito della Feltrinelli oggi.
A parte lo strapotere di Fabio Volo (che comunque, lo sappiamo, ha un pubblico prevalente femminile) le donne sono presenti eccome.
Le scrittrici, in quanto donne, possono dormire sonni tranquilli
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