Università, calo degli iscritti del 20 per cento in sette anni

Dati del Rapporto 2015 "Nuovi divari. Un'indagine sulle Università del Nord e del Sud"

Students follow a lesson during a lesson in a biology laboratory at the Roma Tre university on November 27, 2012 in Rome. About 870 teachers are working in the eight faculties of the University. AFP PHOTO / TIZIANA FABI (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

L'Italia non è soltanto il paese della fuga dei cervelli, ma anche quel paese che, se i cervelli non si sentono gratificati, non si applicano proprio. Così si può spiegare il calo di iscritti alle università italiane del 20 per cento in 7 anni, secondo il Rapporto 2015 della Fondazione Res "Nuovi divari. Un’indagine sulle Università del Nord e del Sud".

Se lo Stato non investe nell'Università e nella ricerca, non può aspettarsi che dati sconfortanti come quelli appena citati: dal 2008 ad oggi le immatricolazioni sono diminuite di oltre 66 mila unità, (-20 per cento), un trend negativo che ha colpito non soltanto gli studenti, ma anche i docenti (-52mila,-17 per cento),  il personale tecnico amministrativo (-59mila, -18 per cento) e i corsi di studio (- 4.628,-18%).  Diminuito è anche il fondo di investimento, i soldi, insomma: solo sette miliardi, niente rispetto agli oltre 26 miliardi della Germania. L’obiettivo europeo di raggiungere, al 2020, il 40 per cento di giovani laureati sembra essere un miraggio: al momento l'Italia è all’ultimo posto fra i 28 stati membri.

Andando a visionare la situazione più da vicino, si scopre uno scenario a molti già noto, ovvero che territorialmente parando gli atenei del Centro-Sud e delle isole stanno messi male rispetto a quelli del Centro-Nord: il Fondo di finanziamento ha visto tagli, al Sud, di circa il 12 per cento e nelle Isole di oltre un quinto. Questo perchè la ripartizione da qualche anno si fa in base al merito, lasciando gli atenei del meridione in una sorta di circolo vizioso dal quale non potranno uscire più se non con finanziamenti adeguati che però non possono ottenere. Portando gli studenti del sud a frequentare  - qualora si iscrivano - atenei del nord: dal 2003 al 2014 le matricole nelle università del Mezzogiorno sono calate di 37mila studenti, optando per il nord in una sorta di migrazione interna.

Sempre a causa della mancanza di investimenti, manca poi un piano di diritto allo studio che garantisca l'accesso all'università a più studenti: stando ai dati, tra gli idonei a ricevere la borsa di studio, uno su quattro non la ottiene per mancanza di fondi, così come per mensa e alloggi.

BERLIN, GERMANY - JANUARY 13: A student naps in a lecture hall at the Freie Universitaet January 13, 2003 in Berlin, Germany. The German university system is facing cuts of EUR 75 million in state funding over the next four years as the German government pushes through financial reforms. German politicians are also deliberating whether to start making students pay for at least a portion of the costs of their university education, though the proposal has met with fierce resitance from students, who went on strike across Germany last month. (Photo by Sean Gallup/Getty Images)

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