Shadi Petosky, la scrittrice bloccata in aeroporto perchè trans

12032158_1502478340075057_8239218489216584939_n.jpg

Passare sotto il body scanner, in aeroporto, è sempre un momento di alta tensione. Ci si si sente come dei criminali o dei trafficanti di droga e lo si attraversa con il timore che gli agenti possano trovare un'anomalia e bloccarci alla dogana, anche quando si è consapevoli di non avere niente addosso.

Quando poi si viene bloccati con la "colpa" di portare dietro il proprio corpo, allora la situazione più che tesa diventa paradossale. E' quanto è successo a a Shadi Petosky, scrittrice transgender americana, fermata alla dogana ed esaminata per più di un'ora dagli agenti perchè aveva un' "anomalia" ai suoi genitali.


Shadi era passata sotto lo scanner delle donne, ma il suo pene è sembrato essere un'arma, così è stata trattenuta e perquisita, nonostante avesse più volte detto agli agenti e agli ispettori del 'Transportation Safety Board' (TSA) che quell' "anomalia" che vedevano nello schermo era in realtà il suo pene.

"Sono imbarazzatissima", ha raccontato ai media, "mi hanno tastata e perquisita perchè non credevano alla mia versione. Ho subito un interrogatorio e ho anche perso il mio volo".
Shadi è poi stata rilasciata ma ha annunciato battaglia legale, denunciando l'episodio come violazione dei diritti civili. Alla scrittrice hanno risposto gli agenti, dicendo di aver semplicemente seguito le procedure di sicurezza.

Credit | Facebook

  • shares
  • Mail