Omar Di Monopoli, Uomini e cani

Gocce di sangue imperlano il bianco totale della copertina. Sintesi perfetta del contenuto che si manifesta leggendo Uomini e cani, romanzo dello scrittore pugliese Omar Di Monopoli, pubblicato dalla casa editrice Isbn.
La storia è ambientata in un Salento spettrale, lontano anni luce dalle immagini splendenti da riviste patinate, dove il mare, il sole e il vento sono le tre componenti che spingono migliaia di turisti a trascorrere lì le proprie agognate vacanze.
In "Uomini e cane" c’è solo spazio per polvere e sangue.
Tutta la vicenda narrata ruota attorno alla trasformazione, a Languore, città fittizia con elementi riconducibili a molte cittadine reali, di una salina in un parco naturale. Ciò comporta la distruzione di case costruite abusivamente, con conseguente spostamento in altra zona degli abitanti del luogo.
Attorno alla questione del parco naturale, fortemente voluto dal sindaco di Languore, si annidano, però, le volontà espansionistiche di Don Titti Scarciglia, il potente del posto, che vuole costruire un villaggio turistico nei pressi del parco. Politica e corruzione la fanno da padrone e mettono in moto le azioni personaggi vinti dalla vita.
Uno su tutti, Pietro Lu Sorgi, l’eremita di Languore, dalla pistola facile che, pur di non abbandonare la propria casa, inizia ad ammazzare senza pietà.
“Uomi e cani” è una sorta di western contemporaneo che non lascia spazio alle speranze, dove, in una lotta irrazionale che vede impegnati tutti contro tutti, trionfano i sentimenti ancestrali dell’uomo meridionale, disposto a farsi ammazzare impietosamente pur di non abbandonare la propria terra.

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