Libri gender: autori e autrici italiani chiedono di essere banditi da Venezia

Altan, Piccolo uovo

Signor sindaco,
cortesemente bandisca anche i nostri libri. Non vogliamo stare in una città dove vengono banditi quelli di altri.

È questo l'appello lanciato da Andrea Valente e Matteo Corradini sul loro sito (tra)parentesi, appello che sta avendo un enorme successo in rete e al quale stanno aderendo scrittori, scrittrici e case editrici italiane (al momento in cui scriviamo sono 129 i firmatari, ma la lista completa sarà resa nota martedì 14 luglio, data nella quale la richiesta verrà recapitata al sindaco). Autori, autrici e case editrici di ogni tipo e livello (consultate voi stessi la lista: noi non facciamo nomi perché crediamo che questa sia una campagna che vada ben al di là del “nome famoso” che ha aderito, in quanto è una battaglia di civiltà).

Il sindaco di Venezia, dottor Luigi Brugnaro, ha fatto una mezza marcia indietro (“Vaglieremo i libri e alcuni torneranno a scuola”), ma in molti sono intervenuti per sottolineare l'oscurantismo di questa posizione: il sottosegretario all'istruzione Davide Faraone, il presidente del Centro per il libro e la lettura Romano Montroni, Amnesty International, l'AIE, l'AIB e via dicendo. Tace, per il momento, il Premio Campiello, la cui premiazione si tiene a Venezia.

Intanto continuano manifestazioni in ogni dove, come quella della maratona #49libri49giorni o la petizione online alla ministra Giannini.

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