"L'estate in cui Stava ci venne a cercare", 30 anni dopo la tragedia

Era il 19 luglio 1985 quando Stava, piccola frazione nel  comune di Tesero, nel Trentino, venne completamente sommersa d da 160 mila metri cubi di fango, a seguito della rottura degli argini dei bacini della miniera di Prestavel.

Una tragedia, "la tragedia di Stava", in cui persero la vita 268 persone. E che oggi, a distanza di 30 anni, ritorna alla memoria con questo graphic novel, "L'estate in cui Stava ci venne a cercare", di Silvia Pallaver e Elia Tomaselli.

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Edito da Round Robin Editrice  (in libreria dal prossimo 8 luglio), è il racconto per disegni di una giornata tragica che ha segnato per sempre quel luogo. Un racconto che arriva per mano di due ragazzi, entrambi originari di  Tesero, allora piccolissimi e completamente ignari di quanto accaduto, ma che tuttavia si portano dentro i segni.
Le tavole mostrano un padre e un figlio che ripercorrono con il ricordo quegli interminabili minuti, un ricordo che molti a Stava vorrebbero cancellare, ma si trovano impotenti nel farlo. Impotenti anche nell'accettare che quella tragedia poteva essere evitata, se gli interessi delle grandi aziende avessero ascoltato la voce di quelli che lì ci abitavano e lamentavano da tempo l'instabilità di quei bacini.

Una tragedia che finì in tribunale in un processo conclusosi nel 1992 che portò alla condanna di di dieci imputati per disastro colposo e omicidio colposo plurimo, senza che però nessuno finisse realmente in carcere.  Oggi, dopo 30 anni, si prova quantomeno a ricordare e a tramandare attraverso un fumetto, per far conoscere alle nuove generazioni una pagina buia di storia da molti dimenticata.

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