Maturità 2015, Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno: la prova svolta

Italo Calvino Il Sentiero dei nidi di Ragno - Maturità 2015

Maturità 2015 - Il Ministero della Pubblica Istruzione ha scelto Italo Calvino come autore per la prova di tipologia A, l'analisi del testo. Al centro della prova è un estratto da Il sentiero dei nidi di ragno, pubblicato nel 1947.

Di seguito trovate il testo integrale della prova e il suo svolgimento.

Il testo della prova

Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, in Romanzi e racconti, Vol. 1, edizione diretta da C. Milanini, a cura di M. Barenghi e B. Falcetto, Mondadori, Milani, 1991

“A volte il fare uno scherzo cattivo lascia un gusto amaro, e Pin si trova solo a girare nei vicoli, con tutti che gli gridano improperi e lo cacciano via. Si avrebbe voglia d’andare con una banda di compagni, allora, compagni cui spiegare il posto dove fanno il nido i ragni, o con cui fare battaglie con le canne, nel fossato. Ma i ragazzi non vogliono bene a Pin: è l’amico dei grandi, Pin, sa dire ai grandi cose che li fanno ridere e arrabbiare, non come loro che non capiscono nulla quando i grandi parlano. Pin alle volte vorrebbe mettersi coi ragazzi della sua età, chiedere che lo lascino giocare a testa e pila, e che gli spieghino la via per un sotterraneo che arriva fino in piazza Mercato. Ma i ragazzi lo lasciano a parte, e a un certo punto si mettono a picchiarlo; perché Pin ha due braccine smilze smilze ed è il più debole di tutti. Da Pin vanno alle volte a chiedere spiegazioni su cose che succedono tra le donne e gli uomini; ma Pin comincia a canzonarli gridando per il carrugio e le madri richiamano i ragazzi: – Costanzo! Giacomino! Quante volte te l’ho detto che non devi andare con quel ragazzo cosi maleducato! Le madri hanno ragione: Pin non sa che raccontare storie d’uomini e donne nei letti e di uomini ammazzati o messi in prigione, storie insegnategli dai grandi, specie di fiabe che i grandi si raccontano tra loro e che pure sarebbe bello stare a sentire se Pin non le intercalasse di canzonature e di cose che non si capiscono da indovinare. E a Pin non resta che rifugiarsi nel mondo dei grandi, dei grandi che pure gli voltano la schiena, dei grandi che pure sono incomprensibili e distanti per lui come per gli altri ragazzi, ma che sono più facili da prendere in giro, con quella voglia delle donne e quella paura dei carabinieri, finché non si stancano e cominciano a scapaccionarlo. Ora Pin entrerà nell’osteria fumosa e viola, e dirà cose oscene, improperi mai uditi a quegli uomini fino a farli imbestialire e a farsi battere, e canterà canzoni commoventi, struggendosi fino a piangere e a farli piangere, e inventerà scherzi e smorfie cosi nuove da ubriacarsi di risate, tutto per smaltire la nebbia di solitudine che gli si condensa nel petto le sere come quella.”

Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino (1923-1985), pubblicato nel 1947, è ambientato in Liguria, dopo l’8 settembre 1943, all’epoca della Resistenza. Pin, orfano di madre e affidato alla sorella che per vivere si prostituisce, cresce per strada abbandonato a se stesso, troppo maturo per giocare con i bambini e estraneo, per la sua età, al mondo degli adulti. Il suo unico rifugio è un luogo segreto in campagna, in cui i ragni fanno il nido. In carcere, dove finisce per un furto, entra in contatto con i partigiani ai quali si aggrega non appena riesce a fuggire di prigione; con loro condivide le esperienze drammatiche della fine della guerra.

1. Comprensione del testo

Riassumi sinteticamente il contenuto del brano.

2. Analisi del testo

- Il sentimento di inadeguatezza di Pin e la sua difficoltà di ragazzino a collocarsi nel mondo sono temi esistenziali, comuni a tutte le generazioni. Rifletti su come questi motivi si sviluppano nel brano.

- L’autore utilizza strategie retoriche come ripetizioni, enumerazioni, metafore e altre: introduce inoltre usi morfologici, sintattici e scelte lessicali particolari per rendere più incisivo il suo racconto; ne sai individuare qualcuno nel testo?

- Cosa vuole significare l’espressione “nebbia di solitudine che gli si condensa nel petto”? Ti sembra che sia efficace nell’orientare la valutazione su tutto ciò che precede?

3. Interpretazione complessiva e approfondimenti

Il sentiero dei nidi di ragno parla della tragedia della seconda guerra mondiale e della lotta partigiana, ma racconta anche la vicenda universale di un ragazzino che passa drammaticamente dal mondo dell’infanzia a quello della maturità. Il brano si sofferma proprio su questo. Svolgi qualche riflessione relativa a questo aspetto anche utilizzando altri testi (poesie, romanzi, italiani e stranieri) che raccontano esperienze simili di formazione o ingresso nella vita adulta.

La prova svolta

(a cura di Roberta Favazzo)

Il Sentiero dei nidi di ragno è il romanzo d’esordio di Italo Calvino, scritto nel 1947 ed ambientato in Liguria durante la seconda guerra mondiale e la Resistenza partigiana. Protagonista del romanzo non è però un partigiano, bensì Pin, un bambino emarginato, orfano di madre, attraverso gli occhi del quale vengono narrati gli eventi.

Pin è troppo grande per i suoi coetanei, i quali non comprendono il significato delle sue battute fatte di allusioni su armi, alcol e donne, quelle “cose” che tanto piacciono agli adulti, ma è troppo piccolo per questi ultimi, i quali lo considerano solo un moccioso. A Pin piacerebbe tanto scorrazzare per i vicoli con i ragazzi della sua età, mostrare loro dove “fanno il nido i ragni” ma questi non fanno altro che emarginarlo, richiamati dalle proprie madri, ed a lui non resta che rifugiarsi nel mondo degli adulti, alla ricerca di un grande amico.

Chiave è la lettura del personaggio principale, Pin. Pin è un ragazzino che vive a cavallo tra due mondi; quello dei grandi e quello dei piccoli, suoi coetanei; troppo “adulto” per essere capito ed integrato tra i ragazzini, troppo imberbe per essere preso in considerazione dagli adulti, nonostante ne padroneggi il linguaggio e si muova nel loro mondo con disinvoltura.

Pin è un giovane che cerca il suo posto nel mondo, né più né meno. Cambiano le coordinate storiche e geografiche, ma siamo pur sempre davanti all’individuo non ancora formato, che manifesta il disagio dello spirito di appartenenza, che non trova il suo giusto sfogo. E’ orfano di madre, ma ancora prima è orfano di punti di riferimento saldi; il mondo, nudo e crudo, non mediato, gli ha fornito strumenti inadatti per la formazione di un’identità; un’identità che lo marca a fuoco come estraneo, diverso.

Pin simboleggia il dramma esistenziale della non appartenenza, ma dove non vi è appartenenza non vi è riconoscimento reciproco dell’umano, integrazione, in altre parole, empatia. Pin rappresenta le due facce di una stessa medaglia: l’individuo solo che deve cedere parte della sua individualità (ricatto sociale) per essere accettato e sentirsi parte di un insieme, e il gruppo, in questo caso i gruppi, le fazioni, che annientano l’alterità in vista del proprio auto-potenziamento.

Pin è fortemente autobiografico; come Pin, Calvino sentì come imperativo il bisogno di attivarsi per non soggiacere alla logica fascista di un regime che si era oramai fortemente consolidato. E come Pin, dovette cedere al compromesso: un animo anarchico (come egli stesso in varie occasioni ebbe modo di chiarire, il poeta era un anarchico che nell’anarchia trovava la risposta alla sua intima esigenza di avere come punto di partenza una tabula rasa) che trova dimora nel comunismo, e, affiliandosi al partito, può contare su di un’organizzazione politico-territoriale attiva, della quale lui stesso ne elogerà l’efficacia.

L’autore, nel testo, fa ricorso a diverse strategie retoriche, tra queste è possibile evidenziare l’uso di ripetizioni come avviene nel seguente passaggio “Ma i ragazzi non vogliono bene a Pin: è l’amico dei grandi, Pin, sa dire ai grandi cose che li fanno ridere e arrabbiare, non come loro che non capiscono nulla quando i grandi parlano” ed anche in questo “E a Pin non resta che rifugiarsi nel mondo dei grandi, dei grandi che pure gli voltano la schiena, dei grandi che pure sono incomprensibili e distanti..

Il brano di riferimento inizia invece con una metafora “lascia un gusto amaro”. Calvino utilizza, inoltre, diverse espressioni volte a rendere il suo racconto più incisivo, tra queste, come avremo modo di approfondire in seguito, la frase “nebbia di solitudine che gli si condensa nel petto” o anche “ubriacarsi di risate”.

L’espressione “nebbia di solitudine che gli si condensa nel petto” viene utilizzata, dall’autore, per sottolineare lo stato di solitudine di Pin, il quale sembra essere destinato a rimanere da solo. La parola nebbia suggerisce la sensazione di smarrimento che si ha quando ci ritroviamo privi di appigli; e così, Pin, senza una direzione da seguire, urla silenziosamente il suo abbandono.

All’inizio della storia, Pin è un ragazzino scanzonato, senza troppa voglia di lavorare. Preferisce andare in giro mostrando una sicurezza di sé che in realtà nasconde una personalità non ancora formata, tra dubbi e complessi. Nel corso del romanzo vive una serie di esperienze che lo fanno maturare, dall’uccisione di un compagno alla sua morte sfiorata, al tradimento di Pelle, che lo indurrà alla riflessione sulla meschinità dell’animo umano.

Il Sentiero dei nidi di ragno, pur essendo datato 1947, è un libro di grande attualità, basti pensare alla condizione che accomuna, tutt’oggi, tanti bambini costretti ad imbracciare armi e a compiere azioni crudeli delle quali non possono comprenderne la gravità. Rimanendo in tema, anche il Diario di Anna Frank segna il drammatico passaggio all’età adulta. Anche qui una ragazzina spensierata si ritrova a dover fare i conti con la dura realtà propria di un regime dittatoriale affrontando dapprima la clandestinità insieme alla propria famiglia, per sfuggire alle persecuzioni naziste, e poi ai campi di sterminio.

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