Il fu Luigi Pirandello ricordato con un Google doodle nel giorno del compleanno

Luigi Pirandello nel Google Doodle del 28 giugno 2012

Il Google Doodle di oggi è dedicato a Luigi Pirandello che nasceva ad Agrigento il 28 giugno del 1867. Nel doodle le due “o” di Google sono sostituite dal disegno del Pirandello che regge una maschera: pochi tratti per ricordare il grande drammaturgo, scrittore e poeta e anche la motivazione del Premio Nobel per la letteratura (“Per il suo coraggio e l'ingegnosa ripresentazione dell'arte drammatica e teatrale”) che gli fu assegnato nel 1934.

Le sue opere sono ben note e i titoli di alcune sono diventate anche modi di dire, come, per esempio: Uno, nessuno e centomila. A me sono sempre piaciuti l'atto unico L'uomo dal fiore in bocca e il romanzo Il fu Mattia Pascal: l'idea che si possa ricominciare una nuova vita all'improvviso la trovo molto affascinante. L'Avvertenza sugli scrupoli della fantasia – aggiunta in seguito da Pirandello al romanzo per dimostrare che le vicende di Mattia Pascal, per quanto inspiegabili e al limite dell'assurdo, possono avvenire – ci offre alcuni spunti per ricordare Luigi Pirandello, anche alla luce della grafica del Google Doodle che lo commemora:

La vita, per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui beatamente è piena, ha l'inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima verosimiglianza, a cui l'arte crede suo dovere obbedire. Le assurdità della vita non hanno bisogno di parer verosimili, perché sono vere. All'opposto di quelle dell'arte che, per parer vere, hanno bisogno d'esseri verosimili. E allora, verosimili, non sono più assurdità. Un caso della vita può essere assurdo; un'opera d'arte, se è opera d'arte, no [...] Credo che non mi resti che di congratularmi con la mia fantasia se, con tutti i suoi scrupoli, ha fatto apparir come difetti reali, quelli ch’eran voluti da lei: difetti di quella fittizia costruzione che i personaggi stessi han messo su di sé e della loro vita, o che altri ha messo sù per loro: i difetti insomma della maschera finché non si scopre nuda.

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