Leonardo Colombati, Rio

Torna nelle librerie Leonardo Colombati, scrittore romano, autore di Perceber, uno degli esordi più controversi nella letteratura italiana degli ultimi anni. Il suo secondo romanzo, Rio, è pubblicato da Rizzoli, nella collana 24/7, che ha ospitato al suo interno, non solo Muccino e Moccia, ma anche esponenti di spessore della scrittura di ricerca italiana, tra cui Giuseppe Genna e Flavio Santi.
Il Rio del titolo è un afterhour per nudisti situato Londra. Un posto dove si va per rilassarsi, per un drink e quattro chiacchiere.
E magari, come nel caso del protagonista di questo romanzo, un giovane italiano avviato a una brillante carriera nella City, proprio lì capita di incontrare uno dei grandi scrittori del Novecento, Filippo Runeberg, un tempo ricco e potente, citato in tutte le antologie, assiduo frequentatore di salotti che subito schizzavano in cima alla classifica della mondanità proprio grazie alla sua presenza. Un personaggio carismatico, benché ormai decaduto, tanto da spingere il ragazzo a fare il suo primo inconsapevole passo verso le distruzione: fingersi scrittore pur non avendo mai scritto un rigo, solo per entrare nelle grazie del Maestro.
Nuova prova funambolica del Pynchon della narrativa italiana, definito da Antonio D'Orrico, nelle pagine del Corriere della Sera-Magazine, salvatore della letteratura italiana, assieme a Roberto Saviano e Alessandro Piperno.

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