Salone del Libro 2015: la parola agli editori indipendenti [VIDEO]

Dieci editori indipendenti si raccontano a Booksblog proponendo un libro del loro catalogo

Seguo il Salone del Libro da ventisette anni, dalla prima edizione che si svolse a Torino Esposizioni nel 1988 passando per la “migrazione” dei primi anni Novanta nei padiglioni di Lingotto Fiere. L’ho visto crescere e trasformarsi da semplice vetrina nazionale a secondo appuntamento più importante d’Europa dopo la Buchmesse di Francoforte. A mio modo di vedere, per come è organizzata l’editoria italiana, con una sempre più invasiva presenza delle librerie di catena, l’appuntamento torinese diventa una ghiottissima opportunità per incontrare l’editoria indipendente.

Da almeno una quindicina d’anni a questa parte ho scelto di non mettere piede negli stand delle grandi case editrici, non per anticonformismo, ma per rispetto del mio tempo: per vedere con attenzione il Salone del Libro ci vogliono almeno un paio di giorni e a me curiosare negli stand dei grandi gruppi editoriali - presenti in qualsiasi libreria di catena e anche nella gran parte delle indipendenti - sembra fare un cattivo uso del tempo che si ha a disposizione.

Il bello del Salone del Libro – incontri e dibattiti a parte – è incontrare le piccole e medie case editrici, quelle che nel Salone del Libro hanno un’importante occasione di visibilità. Per un editore andare al Salone è un investimento di medio-lungo termine: serve a creare relazioni, ad agganciare lettori che magari passeranno parola e faranno circuitare titoli di libri e nomi di case editrici.

Nel video di apertura alcuni indipendenti si raccontano, spiegando qual è la loro linea editoriale e proponendo ai lettori un libro del loro catalogo.

Si va dagli scrittori latino-americani di Sur alle esplorazioni ai confini dell’Europa di Scritturapura, dalla letteratura di viaggio e dai romanzi di Exòrma (fra cui segnaliamo La strage dei congiuntivi di Massimo Roscia) a Sostiene Pereira in forma di graphic novel per Tunué, dalla Orthothes che pubblica saggistica filosofica, con “invasioni” nelle arti e nella psicologia, a Indiana che punta su tre collane: saggistica, narrativa e musica.

Del Vecchio è, fra gli editori emergenti, uno dei più attenti alla scelta degli autori (classici e contemporanei) e all’editing grafico delle sue pubblicazioni. L’Orma si è inventata la collana dei pacchetti con libri che possono essere affrancati e spediti. Cartacanta si concentra sulla ricerca stilistica, Iperborea sulle letterature del Nord, proponendo per la quinta volta un romanzo dell’islandese Jon Kalman Steffánson, I pesci non hanno gambe.

Dalla Toscana arriva Effequ con un catalogo in cui i romanzi degli esordienti si mescolano ai saggi pop, una formula condivisa anche da Edizioni Ensemble. La giovanissima Nonostante propone gli autori del nouveau roman francese – Marguerite Duras, Alain Robbe Grillet e Michel Simon. Tanto per rimanere in Francia segnaliamo anche Lantana che qualche anno fa scommise su Patrick Modiano, ben prima che vincesse il Nobel per la letteratura. Ecco un buon esempio di come con la passione, la competenza e il fiuto per il talento si possa crescere e affermare le proprie idee e la propria identità.

2012 International Book Fair of Torino

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