Salone del Libro di Torino 2015: le nostre impressioni

Siamo stati al Salone del Libro di Torino e vi raccontiamo le nostre impressioni

Salone del Libro di Torino 2015

Il Salone Internazionale del Libro di Torino è un’esperienza che ogni amante della lettura dovrebbe fare almeno una volta nella vita: avere la possibilità di trovare in un unico luogo una tale varietà di libri, di autori e di editori ha senza dubbio qualcosa di magico.

Come ogni anno, noi di Blogo siamo stati al Salone del Libro e vi riportiamo le nostre impressioni.

Un aspetto che mi ha piacevolmente colpito è stata la grande presenza di giovani e non parlo delle scolaresche che si aggiravano tra gli stand e contagiavano tutti con la loro gioia di vivere, ma proprio persone giovani interessate ai libri e che si soffermavano nei vari stand per sfogliare, informarsi e leggere.

Altro aspetto interessante è che nell’edizione di quest’anno ho notato una maggiore varietà negli stand: nelle edizioni precedenti, se la memoria non mi inganna, c’erano gli stand delle grandi case editrici, poi quelli delle medie e poi gli altri, tutti più o meno uguali. Quest’anno invece anche gli stand delle case editrici più piccole avevano un guizzo in più rispetto al passato che li rendeva affascinanti, almeno ai miei occhi.

Ho notato, però, un flusso di visitatori minore rispetto al passato: magari sarà dovuto al fatto che ero presente al Salone ieri, venerdì 15, giornata in cui Ferox si è abbattuto sulla città di Torino, ma ho avuto l’impressione che ci fosse un po’ meno interesse. Anche parlando con i responsabili di alcuni stand si è notata questa cosa: un clima un po’ più rilassato che, alla fine, va a incidere anche sulle vendite. Un editore mi ha detto che il suo stand per lui è solo un ritorno di immagine ma per quel che riguarda le vendite “non si batte un chiodo”. E qualche altro editore si è lamentato del fatto che i visitatori debbano pagare il biglietto di ingresso il che si traduce in un libro venduto in meno: io sono sempre dell’idea che alle fiere del libro bisognerebbe entrare gratuitamente e il biglietto lo paga all’uscita solo chi non ha acquistato almeno un libro!

Forse è giunto il momento di ripensare alcuni aspetti del Salone del Libro di Torino: è una perla preziosa per l’editoria italiana, ma potrebbe correre il rischio di opacizzarsi un pochino.

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