Il Presidente Mattarella inaugura il Salone del Libro di Torino 2015

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inaugurato il Salone del Libro di Torino con un discorso in cui affronta il mondo del libro a tutto tondo


Il Salone Internazionale del Libro di Torino ha aperto ufficialmente i battenti e a tagliare il nastro augurale è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sono intervenuti il presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, Rolando Picchioni; il direttore editoriale del Salone, Ernesto Ferrero; il Sindaco di Torino Piero Fassino; il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino; il Ministro Plenipotenziario-Incaricata d'Affari dell'Ambasciata in Italia della Repubblica Federale di Germania Susanne Schütz.

Nel suo discorso di saluto, Mattarella ha iniziato con uno sguardo sulla realtà contemporanea, soffermandosi sulla crisi:

La crisi economica, in questi anni, non ha certo risparmiato i libri e il mondo della carta stampata. Tanti numeri che riguardano il settore hanno il segno meno davanti, tanti posti di lavoro sono stati persi. Al tempo stesso, però, nuove professionalità stanno emergendo. E nuovi spazi si aprono.

Di tutto il suo discorso – che potete trovare online sul sito del Quirinale - segnalo cinque passaggi che mi sembrano molto interessanti:


  1. Cambiano i modi di produzione, cambiano le tecnologie e le piattaforme, cambiano i contenuti. Ma ciò a cui non possiamo rinunciare è la ricchezza della scrittura e della lettura. Non possiamo privarci dei testi, con i saperi che trasmettono, i sentimenti che suscitano, le verità che ci svelano, il pensiero critico che mettono in circolo.

  2. Leggere non è solo una ricchezza privata, destinata al singolo individuo. Leggere è una ricchezza per la società, è un bene comune. È un antidoto all'appiattimento, è ossigeno per le coscienze.

  3. La lettura non può neppure essere ridotta a consolazione o semplice svago. È semmai una porta sul mondo, che ci apre alla conoscenza di esperienze lontane, che ci mostra cose vicine che non avevamo notato, o capito, che ci fa comprendere le grandi potenzialità dell'umanità che ci circonda. Leggere ha a che fare con la libertà. E con la speranza.

  4. Il libro è, dalla sua nascita, veicolo di cultura, di trasmissione di valori e di civiltà. I libri sono una straordinaria ricchezza immateriale, che alimenta la crescita umana e sociale. Dobbiamo coltivarli. Dobbiamo allargare le opportunità.

  5. La bibliodiversità è una buona cura contro l'omologazione. Più libri, più autori, più editori, più liberi.

Sergio Mattarella

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