Stefania Nardini tradotta in Ucraina

È Stefania Nardini la prima autrice italiana contemporanea tradotta in Ucraina. Il suo romanzo Matrioska è uscito in questi giorni sulla rivista "Vsesvit". Sullo stesso numero della rivista è stato pubblicato "Novecento" di Alessandro Baricco. La rivista, un bimestrale molto prestigioso, si occupa di autori stranieri. L'ultimo autore italiano, oltre dieci anni fa, era stato Umberto Eco. Mentre, per la scrittura femminile, le uniche italiane ad essere tradotte erano state Ada Negri e Sibilla Aleramo. Un dato significativo ha indotto la rivista "Vsevit" a pubblicare il romanzo di Stefania Nardini. "Matrioska", infatti, uscito in Italia sei anni fa, era stato tradotto da un giornalista di Kiev e fatto circolare in fotocopie, clandestinamente, per non incorrere nella censura di regime. Del fatto si erano impossessati, con titoli in prima pagina, i giornali della opposizione.
La rivoluzione arancione in Ucraina ha dischiuso le porte a "Matrioska": la Nardini narra in prima persona la storia di una donna ucraina che emigra, clandestina, in Italia per fare la badante, nonostante la sua laurea in letteratura. Una vicenda emblematica del dramma di un Paese che, dopo la caduta del Muro, con un tasso di disoccupazione altissimo e redditi da fame, ha visto emigrare oltre mezzo milione di donne provenienti dalla media borghesia che hanno lasciato il paese, un vero e proprio esercito impegnato nella lotta per la sopravvivenza in una trincea fatta di lavori umili.

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