L'Accademia della Crusca rischia la chiusura per mancanza di fondi?

La Regione Toscana ha chiuso i rubinetti per i finanziamenti all'Accademia della Crusca che rischia veramente di trovarsi in brutte acque. Il mondo della politica inizia a smuoversi

Accademia della Crusca

Aggiornamento ore 12: Il mondo politico si sta mobilitando per smuovere la situazione di stallo dell'Accademia della Crusca. Afferma Rosa Maria Di Giorgi, senatrice del PD: “Questa istituzione rappresenta la nostra eccellenza nazionale in campo linguistico. La Regione deve mantenere l’impegno e il governatore Rossi non può consentire che questa istituzione si impoverisca in quanto a capitale umano”. Le fa eco Leonardo Bieber, presidente della commissione urbanistica in consiglio comunale e candidato Pd alle prossime elezioni regionali, “Non possiamo permettere che istituzioni che hanno fatto la nostra storia riducano l’attività e il personale per mancanza di fondi. La lingua rappresenta la nostra identità e il nostro patrimonio: occorre, quindi, che accanto allo sforzo del Governo e ad altri strumenti di finanziamento sul modello Art Bonus, la Regione si adoperi per mantenere gli impegni presi. Ogni altra azione sarebbe un grave errore, culturale prima che politico”.

L'Accademia della Crusca rischia la chiusura per mancanza di fondi?

La cultura non paga, si sa. Ma questa volta non è nemmeno pagata. L’Accademia della Crusca, infatti, è rimasta quasi senza soldi perché la Regione Toscana non ha avrebbe sborsato i fondi necessari per il funzionamento dell’Istituto. Tutta colpa della spending review, pare, che ha fatto sì che si è assottigliato, e di molto, l’impegno della Regione nei confronti dell’Accademia della Crusca: fino al 2013 venivano erogati 200mila euro l’anno, che sono diventati 100mila nel 2014 e zero nel 2015. Ora non solo l’Accademia della Crusca rischia di dover licenziare i dipendenti e i collaboratori (sei i primi e una trentina i secondi) ma anche deve fermare la propria attività accademica, con un grande impatto negativo sulla cultura italiana. Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, ha commentato:

Siamo tutti molto preoccupati per questa situazione: ho visto lo spavento, legittimo, nei volti dei collaboratori che temono di perdere il posto, di dover lasciare a mezzo progetti e ricerche importanti. Abbiamo provato a batter cassa dal presidente della Regione che ci ha mandati dall’assessore alla Cultura Nocentini, la quale, a sua volta, ha ammesso di avere il portafogli al verde e di non voler lasciare debiti alla giunta che verrà. Torneremo alla carica, ma vivere questi mesi nella totale incertezza fa male.

E torna in mente la battuta, fulminante, che Enrico Letta ha pronunciato durante la trasmissione In ½ ora di ieri, domenica 3 maggio: “Un libro è meglio di un hashtag”. Purtroppo oggi si preferisce inseguire l’effimera popolarità di un hasthag invece che investire in cultura.

Foto | Avemundi (Own work) [CC BY-SA 3.0 or GFDL], via Wikimedia Commons

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