Maus, a Mosca sequestrato il fumetto dalle librerie

Il graphic novel racconta gli orrori dell'Olocausto è stato bannato perchè colpevole di fare propaganda nazista

Maus bannato da librerie e biblioteche di Mosca e della Russia perchè "colpevole" di propaganda nazista. Questa sarebbe la motivazione che da qualche giorno ha fatto ritirare il celebre graphic novel di Art Spiegeman dai circuiti letterari moscoviti.

La notizia, pubblicata su Forbes Russia, risale al 23 aprile, quando per via di quella svastica nazista sulla copertina del fumetto -  vincitore di un Premio Pulitzer - che racconta la tragedia e la follia dell'olocausto, il libro è stato ritirato e censurato. Una censura temporanea, che durerà fino alla fine della celebrazione della Giornata della Vittoria, in cui quest’anno ricorre il 70esimo anniversario dell’USSR nella Seconda Guerra Mondiale e che avrà luogo in Russia il 9 maggio prossimo.

Sotto la scure della censura non è caduto solo Spiegelman, ma tutti i volumi, di qualsiasi genere, dalla saggistica al fumetto, che portano in copertina o raffigurano simboli nazisti. I timori dei promotori della liberta di espressione, però, temono che questa censura possa rapidamente trasformarsi in un divieto totale e prolungato, conoscendo il modus operandi del governo russo. La legge russa, infatti, vieta la propaganda del nazismo e l'esposizione pubblica di simboli nazisti, reato per il quale si rischia una multa tra 20 e 40 euro o addirittura l’arresto fino a 15 giorni. Multa che raddoppia per le persone che occupano gli incarichi di responsabilità e per le persone giuridiche (da 200 a 2 mila euro).

Il punto è che chi ha letto Maus sa che non si tratta di alcun tipo di propaganda, bensì di un racconto per immagini dove topi antropomorfizzati cercano di scampare alla ferocia nazista dei gatti kapò, per raccontare la deportazione degli ebrei e degli altri milioni di uomini e donne finiti sotto la ferocia nazista, tra cui il padre di Spiegelman.

A part of a serial shows up on the wall

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