"Alta fedeltà", il romanzo di Nick Hornby compie 20 anni

In un'intervista su Billboard, Hornby parla del romanzo che l'ha reso famoso

Un romanzo cult che appassiona sia gli amanti della lettura che quelli della musica. E' "Alta fedeltà", romanzo d'esordio dello scrittore inglese Nick Hornby che compie quest'anno 20 anni.

La storia è ambientata a Londra, negli anni Novanta. Protagonista,  Rob Fleming, giovane proprietario di un negozio di dischi, il Championship Vinyl, racconta la sua fallimentare vita sentimentale (è appena stato piantato dalla sua fidanzata, Laura) e non attraverso una serie di top five con le quali ci mette a conoscenza dei suoi gusti, le sue passioni, i suoi sentimenti. Ma soprattutto la musica, unico elemento stabile della sua vita, una vita in musica, dove ogni canzone rispecchia un momento della sua esistenza.

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Un romanzo dal quale è stato tratto anche un bel film, diretto da  Stephen Frears con John Cusack e lo straordinario Jack Black, che è rimasto nel cuore di molti giovani degli anni Novanta, con quella particolare predilizione per il vintage e per la "cassetta" da registrare, un lavoro che comportava una maniacale selezione del brano preferito, dato il limite del nastro registratore.

Oggi quel romanzo compie 20 anni - 1995/2015 - e a distanza di tempo Hornby torna a parlare del suo romanzo che l'ha reso famoso. In un'intervista su Billboard lo scrittore prova a immaginare un sequel del romanzo e racconta cosa è rimasto di quel mondo così recente ma così lontano.
La prima cosa che si vuole sapere è: Rob e Laura sono tornati insieme alla fine? Secondo Hornby no: i due sono cresciuti, invecchiati - oggi avrebbero una cinquantina d'anni - felici e sereni ma non assieme. Del suo Rob, poi, non si sa che fine ha fatto, di certo non gestisce più il suo negozio di dischi, sebbene il vinile stia tornando di moda, ma la crisi del settore musicale non guarda in faccia a nessuno, tantomeno al nostro protagonista. Anzi, se passate davanti al Championship Vinyl ci troverete un negozio di intimo.

Nel suo romanzo, Rob  - e quindi Hornby - si chiedeva se fosse venuta prima la musica o la sofferenza e se si ascolta musica perchè si soffre o si soffre perchè si ascolta musica. Domande a cui nessuno sa rispondere. Non ci resta che rimanere con il dubbio.

Nick Hornby Book Signing And Portrait Session At Book Soup

 

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