Ricordando Gianni Rodari nell’anniversario della morte

“La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa può aiutare il bambino a conoscere il mondo”, diceva Gianni Rodari


Gianni Rodari – uno degli autori più amati dal pubblico italiano, tanto di piccini quanto adulto – moriva il 14 aprile del 1980. Giovanni Francesco Rodari (questo il suo nome completo) ha anche lavorato come maestro elementare, giornalista e pedagogista.

Con le sue opere ha contribuito a un rinnovamento della letteratura per l’infanzia con una vasta produzione percorsa da una vena di intelligente comicità, dando spazio ai temi della vita contemporanea e sostituendo il tradizionale favolismo magico con personaggi e situazioni surreali ma al tempo stesso legati saldamente alla quotidianità.

Ha esposto la sua concezione narrativa e pedagogica in Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie (1973), due anni prima aveva vinto il Premio Hans Christian Andersen, divenendo il primo italiano tra gli scrittori a riceverlo. Scrisse ne La freccia azzurra:

Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo.

Tra i suoi libri ricordiamo: Le avventure di Cipollino (1961), Gip nel televisore (1964), Il libro degli errori (1964), La torta in cielo (1966), Le filastrocche del cavallo parlante (1970), C’era due volte il barone Lamberto (1978), Il secondo libro delle filastrocche (postumo, 1985). Indimenticabili, poi, le sue Favole al telefono, che hanno veramente conquistato tutti.

Gianni Rodari

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