Libri proibiti. Quattro secoli di censura cattolica

Adoro questo tipo di libri. Sarà che adoro tutto quello che è censurato.
Così, eleggo libro del giorno queste 261 pagine edite da Nuovi Equilibri a 13 euro, opera di Benito La Manta e Gabriella Cucca, "Libri proibiti. Quattro secoli di censura cattolica".
La storia parte dall'enciclica Libertas del 1888 di Leone XIII, in cui viene denigrata la libertà di pensiero, di stampa, di parola e di culto, considerandola "innaturale". Continua poi con l'Inquisizione, il Sant'Uffizio, gli Indici, le punizioni ed i roghi.
La dura verità del primo Indice dei libri proibiti, istituito nel 1559 e abolito solo nel 1966 da Paolo VI. E dell'ultimo rogo dei libri, avvenuto nel 1957 nel cortile della questura di Varese , in cui si bruciò una raccolta di racconti di De Sade (grand'uomo!).
I due autori, Benito La Mantia e Gabriella Cucca, percorrono la storia della censura cattolica attraverso gli autori censurati, le opere all'indice, i processi, le torture, i roghi. Qualche nome? Da Giordano Bruno a Thomas Mann, da Ariosto a Galileo, dal Corano a Sartre, per arrivare agli attualissimi "sconsigliati dalla chiesa", come Il Codice da Vinci.
Difetto del libro l'esser troppo corto per una storia così lunga, che costringe gli autori a lunghe liste di nomi, titoli e date e a racconti frammentati, ma è interessante la particolare attenzione data alle opere purgate, che vengono proposte nel prima e nel dopo la "purga", e alle citazioni dei censori stessi e dei ribelli alle censure (storiograficamente non completi, ma per una conoscenza generale ottimi).
Sembra quasi un libro pubblicitario per le opere censurate (soprattutto se capita in mano di curiosi come me), d'altronde è sicuramente un libro da tenere il libreria.

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