Arromog, Gomorra letto da un altro punto di vista

La controinchiesta di Ciro Perna, un operaio napoletano, sul libro cult di Roberto Saviano

E' bastato un libro a farlo diventare un opinion leader. Roberto Saviano nel 2006 scrisse "Gomorra", inchiesta romanzata sulla criminalità organizzata campana. Milioni di copie vendute, una vita sotto scorta per via delle minacce dai clan camorristici e un riflettore sempre acceso sulla sua vita, che gli ha garantito una popolarità tale da renderlo personaggio chiave della nostra società.

Un personaggio sempre in vista, anche attraverso alle opinioni e i pareri che Saviano dà sull'attualità, dalla nomination di Elena Ferrante al Premio Strega alle primarie del PD.

Arromog, Gomorra letto da un altro punto di vista

C'è però chi alla storia di Gomorra non ci ha tanto creduto e ha cercato di dare una lettura differente, più realistica, al fenomeno della camorra nel napoletano. E' quello che ha fatto Ciro Perna con il suo libro "Arromog. Gomorra letto da un altro punto di vista". Edito da Adef, Arromog è il racconto di un operaio che lavora al porto di Napoli dal 1992 che, dopo aver letto il primo capitolo di Gomorra e della storia dei container carichi di cadaveri di cinesi, ha deciso di vederci più a fondo, così ha iniziato la sua indagine personale. Un indagine che ha portato a conoscenza - anche dopo che i magistrati hanno sentito più volte Saviano su alcuni episodi raccontati nel suo libro - che molti aspetti del suo libro prendevano spunto dalla realtà, ma venivano "gonfiati", romanzati, per renderlo più appetibile.

129 pagine di un libro che vuole essere la "critica ad un capolavoro editoriale letto da molti ma studiato da nessuno", come scrive l'autore nella prefazione. Un libro autoprodotto, che non si trova nelle librerie mainstream, ma che ha comunque avuto un buon circuito di vendite. Un libro che non vuole dire che la camorra non esiste, ma che le cose vanno raccontate per quello che sono, restando con i piedi saldi sui fatti.

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