Elena Ferrante accetta la candidatura allo Strega

Elena Ferrante ha accettato di essere candidata al premio Strega: come farà a gestire una (eventuale) vittoria così pesante?

“La tua partecipazione romperebbe gli equilibri di un gioco scontato. Questo riconoscimento storico non deve più essere uno scambio di voti e favori”, aveva scritto su Repubblica Roberto Saviano, candidato al premio Strega la scrittrice Elena Ferrante.

Il libro che le è valso la candidatura, per la cronaca, è Storia della bambina perduta (e/o), quarto volume della quadrilogia de L’amica geniale e in seguito, anche Serena Dandini aveva rilanciato la candidatura della misteriosa scrittrice la cui vera identità è avvolta nel mistero.

E che sembra non abbia nessuna intenzione di rivelarsi al pubblico, nonostante sia ormai una celebrità a livello internazionale, e le sue opere siano apprezzate dalle più prestigiose riviste letterarie di sempre.

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Ad esempio, nel numero di novembre la rivista statunitense Foreign Policy l’ha inserita nella lista dei cento global thinker del 2014, nella categoria Chronicler "perché scrive storie anonime e oneste".

Ma la decisione di non rivelarsi (che per alcuni dà una eco ancora maggiore ai suoi successi letterari) sembra per ora irremovibile. Leggiamo ad esempio cosa lei (o lui?) scriveva in una lettera pubblicata nella raccolta La frantumaglia (e/o, 2003):

Non parteciperò a dibattiti e convegni, se mi inviteranno. Non andrò a ritirare premi, se me ne vorranno dare. Non promuoverò il libro mai, soprattutto in televisione, né in Italia né eventualmente all’estero. Interverrò solo attraverso la scrittura.

La domanda però rimane: come farà a gestire una (eventuale) vittoria così pesante?

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