Liceo breve, arriva il sì del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha dichiarato legittima la sperimentazione del liceo breve, già attivo in 4 istituti

Dapprima bocciata, adesso approvata. Si tratta della sperimentazione del liceo breve, di soli quattro anni e non più cinque che il Consiglio di Stato ha dichiarato legittima.

A deciderlo, la sentenza pubblicata il 18 febbraio che ha ribaltato il giudizio del Tar del Lazio che aveva invece bocciato l’idea di una scuola che finisse a 18 anni invece che a 19. Il ricorso era arrivato per conto della Cgil e delle quattro scuole che avevano iniziato la sperimentazione nel settembre 2014. Sono nello specifico il liceo Orazio Flacco di Bari, l’istituto Ettore Maiorana di Brindisi, l’Enrico Tosi di Busto Arsizio (Varese) e il Carlo Anti di Verona, che da questo momento potranno continuare la loro sperimentazione, come prevista dal Miur.

Il ricorso è stato accettato perchè i giudici di Palazzo Spada hanno evidenziato che:

«l’articolazione dei richiamati moduli sperimentali risulta nel complesso omogenea e adeguata, anche in considerazione del fatto che alla riduzione di un anno nella durata del corso di studi secondari di secondo grado fanno da contraltare: a) un maggiore numero di ore settimanali di lezione; b) un maggiore numero annuale di giorni di lezione; c) la sostanziale invarianza delle materie di insegnamento; d) la piena conferma ed applicazione delle vigenti disposizioni in tema di esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione e in tema di rilascio dei titoli di studio finali».

A differenza di quanto pensato in precedenza, sebbene più breve questo tipo di liceo ha un monte ore complessivo che permette una valida preparazione, che affianca e non sostituisce il liceo di ordinamento, e che può dare "più chance agli studenti di entrare prima nel mercato del lavoro e nel mondo delle professioni, come avviene in ben 12 Paesi europei, tra cui Spagna, Francia, Olanda e Gran Bretagna dove già ci si diploma in 4 anni. L’obiettivo ultimo della sperimentazione è proprio quello di eliminare questo gap tra i diplomati italiani e quelli europei, assicurando, nel contempo, competenze e conoscenze di prim’ordine", ha dichiarato uno dei presidi che hanno dato il via a questa nuova sperimentazione.

Ocse boccia la scuola italiana

 

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