#dilloinitaliano: la petizione per difendere la lingua italiana

Ha senso lanciare una petizione per invitare il governo italiano, le amministrazioni pubbliche, i media, le imprese a parlare un po’ di più in italiano?

La pubblicitaria Annamaria Testa ha lanciato una petizione online (che al momento in cui scriviamo ha raggiunto le ventimila firme) dal titolo Un intervento per la lingua italiana (#dilloinitaliano) per chiedere di smetterla con l’uso esagerato di inglesismi, soprattutto da Governo, media e imprese. Dinanzi al proliferare di termini inglesi (jobs act, spending review, Best practices, location, selfie e via dicendo) ci si rivolge all’Accademia della Crusca perché si faccia portavoce presso il Governo, le amministrazioni pubbliche, i media, le imprese della necessità di valorizzare l’italiano. Annamaria Testa stila, poi, un elenco in otto punti in cui enumera “alcune ragioni per cui scegliere termini italiani che esistono e sono in uso è una scelta virtuosa”.

Lodevole iniziativa, ne convengo, ma che mi lascia indifferente. Degli otto punti trovo interessante solo l’ultimo che recita:

L’italiano siamo tutti noi: gli italiani, forti della nostra identità, consapevoli delle nostre radici, aperti verso il mondo.

L’italiano non è solo una lingua di comunicazione, ma un serbatoio culturale di grande valore e importanza: e questo è un dato di fatto. Ma è assurdo voler erigere delle barricate: purtroppo – o per fortuna viviamo – in un mondo fatto di scambi velocissimi oltre che significativi.

Dal punto di vista linguistico non ha senso innalzare muri divisori in nome di un purismo che non è poi così fondamentale: quello che conta è che ognuno conosca la propria lingua e la sappia usare per esprimersi a pieno. Una buona pratica potrebbe essere quella di conoscere e saper usare indifferentemente i termini italiani e i corrispettivi inglesi, per modulare il discorso in base a chi si ha dinanzi e alle esigenze della situazione. Non dimentichiamo che il latino è diventata una lingua tanto importante dopo aver incamerato la cultura e la lingua greca.

#dilloinitaliano: la petizione per difendere la lingua italiana

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