Ocse, bocciata la scuola italiana: "Poca efficienza e risorse scarse"

Nello studio "Going for Growth" dell'Ocse viene criticata l'istruzione italiana.

L'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha presentato oggi a Istanbul, prima del G-20, il rapporto Going for Growth (Alla ricerca della crescita), in cui offre il proprio giudiziose sulle riforme strutturali dei Paesi che ne fanno parte.

Per quanto riguarda l'Italia, l'Ocse ha posto l'attenzione prima di tutto sul Jobs Act, la riforma del lavoro, poi sulla scuola, ritenendola prioritaria. Anche il Premier Matteo Renzi ha sempre parlato della riforma della scuola come uno dei punti principali del suo programma e ha lanciato una campagna affinché tutti i diretti interessati, dirigenti, insegnanti, alunni e genitori, proponessero le loro idee e ha anche diffuso l'hashatag #labuonascuola.

E l'Ocse insiste proprio sulla necessità per l'Italia di intervenire sul settore dell'istruzione pubblica perché, così com'è, non va affatto bene, in quanto pecca di efficienza. Per questo nel dossier Going for Growth si suggerisce all'Italia di migliorare la valutazione degli insegnanti, espandere l'istruzione professionale dopo la scuola secondaria, di aumentare le tasse universitarie e creare un sistema di prestiti agli studenti con un piano di rimborso basato sul reddito.

Lo studio sottolinea come siano poche le risorse destinate al settore dell'Istruzione con una spesa che è scesa ben al disotto della media di tutti i Paesi Ocse. Inoltre viene individuato come un punto citrico anche il fatto che al vertice dell'agenzia che si occupa della valutazione della scuola ci siano stati troppi cambi, ben tre in soli quattro anni.

Insomma, l'Ocse sprona l'Italia a migliorare "l'equità e l'efficienza" del suo sistema educativo che per ora ha un basso rapporto tra la qualità e il costo, inoltre è indispensabile migliorare le opportunità per i meno qualificati.

Ocse boccia la scuola italiana

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