“La scomparsa di Majorana”, di Leonardo Sciascia

La scomparsa di Ettore Majorana torna sulle pagine della cronaca in questi giorni: secondo la procura di Roma sul finire degli anni Cinquanta il fisico era vivo in Venezuela

Ettore Majorana era vivo in Venezuela tra il 1955 e il 1959: così afferma la procura di Roma che indaga sulla scomparsa del geniale fisico catanese che avvenne nel 1938. Da allora non si sapeva più nulla di lui: lo si supponeva morto, o in eremo o chissà dove. A quanto pare, invece, si era rifatto una nuova vita in Venezuela, con un falso nome.

La scomparsa di Ettore Majorana ha affascinato più e più persone e su di lui sono stati scritti vari libri. Tra questi, celebre, La scomparsa di Majorana uscito dalla penna di Leonardo Sciascia che qui indossa i panni dell’investigatore interessato a indagare a fondo sulla strana scomparsa del fisico siciliano Ettore Majorana. E la sua tesi, messa su attraverso ricerche d'archivio e castelli di supposizioni guidate dagli scarni indizi inerenti il caso, è meno inverosimile di quanto si potrebbe credere a prima vista.

Ettore Majorana, La scomparsa di Majorana

Un breve disquisire che parte dalla necessaria silhouette di Majorana, mente geniale a dire dello stesso Enrico Fermi, per risalire – attraverso alcune lettere della famiglia, mai arresasi all'idea di aver perso un membro fondamentale, una missiva di Giovanni Gentile e alcuni rapporti polizieschi già indirizzati – a uno scenario ben più complesso della semplice archiviazione per probabile suicidio.

Sciascia propende per il volontario “ritiro dal mondo” e segue la pista partendo dal viaggio in nave tra Napoli e Palermo, fino ad arrivare ai conventi certosini del profondo sud: ma la questione è ben più complicata e chiama in causa lo statuto stesso dell'uomo di scienza, costretto da una passione smodata che confina con la maledizione, a stringere le naturali evoluzioni della sua mente in un rifiuto di condivisione che appella la più intima costituzione dell'umano.

C'è chi dice che Majorana abbia intuito il precipitare della storia nel pozzo profondo dell'arma atomica, alla quale le scoperte scientifiche degli anni '30 del 1900 avrebbero dato impulso, e chi pensa che in fondo quel ragazzo superdotato che scriveva le sue trovate su pacchetti di sigarette, avesse in realtà seri problemi di relazione, incarnati dallo “strappo nel cielo di carta” che guida il saggio conclusivo di Lea Ritter Santini nell’edizione Adelphi.

E poi tra il gruppo dei “ragazzi di Via Panisperna” e lui, c'era una differenza profonda: che Fermi e “i ragazzi” cercavano, mentre lui semplicemente trovava. Per quelli la scienza era un fatto di volontà, per lui di natura. Quelli l'amavano, volevano raggiungerla e possederla; Majorana, forse senza amarla, “la portava”. Un segreto fuori di loro – da colpire, da aprire, da svelare – per Fermi e il suo gruppo. E per Majorana invece un segreto dentro di sé, al centro del suo essere; un segreto la cui fuga sarebbe stata fuga dalla vita.

Ettore Majorana

Leonardo Sciascia
La scomparsa di Majorana
con testo finale di Lea Ritter Santini
Adelphi 2004
ISBN 9788845918711
pp. 119, euro 9

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