Mistero Madonnina Civitavecchia: "Le lacrime della Vergine", di Luciano Regolo

Lacrime di sangue umano da una statuetta di gesso: a 20 anni dai fatti di Civitavecchia, Mondadori pubblica un testo firmato Luciano Regolo che fa il punto su un mistero che interroga le coscienze.

Che stupore dovette prendere le suore al servizio del santuario di sant'Agostino, a Civitavecchia, quando quel giorno videro parcheggiare nel piazzale antistante l'edificio un pullman pieno di guardie svizzere, che poi entrarono tutte insieme a pregare davanti la statuetta della Madonnina delle lacrime, custodita nella piccola chiesa.

Avranno potuto immaginare forse, che i due pellegrini – in apparenza due cacciatori – dovevano essere due personalità abbastanza importanti, per meritarsi tale scorta. Uno dei “pellegrini”, si scoprì poi, era infatti papa Giovanni Paolo II in persona, accompagnato dal suo fido segretario particolare don Stanislao Dziwisz (che poi confermò l'episodio al vescovo).

Era venuto a pregare privatamente davanti quella statuetta, che esattamente 20 anni fa, il 2 febbraio 1995, nel giardino di una casetta a borgo Pantano, aveva emesso delle piccole perline di sangue dai suoi occhi.

Il fatto era avvenuto in casa di una famiglia modesta – lui operaio, lei casalinga – con due bambini piccoli. Famiglia che non ha mai cercato fama né soldi per sé in conseguenza di questo. La prima volta era accaduto davanti agli occhi di una bimba di 5 anni, Jessica Gregori (che rimediò anche uno scapaccione dal padre, convinto avesse combinato qualche marachella, come racconta lei in una videointervista).

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Di lacrimazioni, però, ce ne furono altre 13 - quattordici in tutto quindi - di fronte ad altre persone, fra cui anche diverse autorità e per ultima lo stesso vescovo, in principio scettico e anzi apertamente ostile rispetto al fenomeno.

Ma insomma come può una statuetta di gesso (comprata fra l'altro a Medjougorie), ripetutamente sottoposta ad analisi sulla consistenza materiale di cui è composta, aver emesso lacrime di sangue (per giunta maschile, e per un motivo teologico ben preciso in realtà) per ben 14 volte, spontaneamente, in presenza di dozzine di testimoni?

Ce lo racconta in Le lacrime della Vergine un lucido e rigoroso Luciano Regolo, che riesce anche a fornire testi di interventi inediti di coloro che furono testimoni dei fatti, in primis i Gregori naturalmente. Ma anche quelle di tanti venuti semplicemente a pregare, e che lasciano le loro testimonianze sul libro a disposizione dei pellegrini.

Il vero “mistero” dei fatti di Civitavecchia riguarda infatti anche i tanti miracoli - quelli segnalati anche ai medici, o quelli solamente interiori - di cui molti tornano a ringraziare la Madonnina.

In una saletta del santuario, scrive Regolo, c'è ad esempio la foto di una macchina distrutta da un incidenti stradale i cui conducenti possono testimoniare di essere rimasti illesi (erano passati poche ore prima a raccomandare il loro viaggio alla Madonnina).

Ma ci sono anche fiocchi azzurri e rosa di bimbi nati nonostante il parere scettico di tutti i medici consultati e fedi nuziali lasciate in ringraziamento da coniugi che a un passo dalla separazione hanno trovato la via per ricongiungersi.

E cosa significano poi le straordinarie essudazioni dell'olio profumatissimo che sgorgano dall'”altra “Madonnina, quella statuetta che Giovanni Paolo II stesso, aveva fatto recapitare ai Gregori dopo che la “prima” Madonnina aveva trovato il suo posto nel santuario di sant'Agostino?

Nel testo trovano spazio le risposte della scienza, della medicina, della Chiesa, a questo “puzzle” di eventi, e anche le risposte privatissime di tante coscienze interrogate da “coincidenze” e segni eclatanti e inspiegabili.

Segni eclatanti, "scandalosi", che però non scandalizzarono personalità come Chiara Lubich e Don Giussani, che vennero in visita alla statuetta. Ma anche i sentieri di Madre Teresa e suor Lucia di Fatima, allora viventi, incrociarono in modi diversi il mistero della Madonnina, attraverso l'incontro con gli stessi Gregori..

Segni che agli occhi del credente – come spiega Regolo – se analizzati alla luce della fede, sembrano acquistare un senso preciso, una volta ricondotti ad altre mariofanie (apparizione mariane) già riconosciute o in attesa di riconoscimento da parte della chiesa, come Fatima e Medjougorie.

Anche in questo caso infatti, i Gregori come i veggenti di Medjougorie si fanno portatori di un messaggio di amore della “Mamma”: la necessità di consacrarsi al suo Cuore Immacolato, e l'idea di ricreare dei piccoli “cenacoli” di preghiera. In famiglia, con gli amici. Una preghiera – attenzione - fatta “con amore e senza fanatismi” per invogliare anche gli altri ad unirsi ad essa.

E allo stesso tempo, nella pratica, la necessità di una vita in cui essere “semplici e pieni di amore verso gli altri”, verso i quali aprire il cuore e le braccia “con lo stesso modo e amore con cui si abbraccia il proprio figlio”. Da commuoversi. Credenti e non.

Luciano Regolo
Le lacrime della Vergine
Mondadori
9 euro

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