Valerio Evangelisti: i suoi libri più famosi

I libri più famosi del maestro di scrittura fantascientifica e horror Valerio Evangelisti, fra saghe storiche, fantawemaestro di scrittura fantascientifica e horror.stern e il racconto autobiografico sulla lotta a una malattia molto reale...

Valerio Evangelisti, scrittore bolognese noto ai più come creatore del personaggio dell'inquisitore Nicolas Eymerich e della e-zine Carmilla, è amato dal pubblico italiano non solo come maestro di scrittura fantascientifica e horror.

Partiamo naturalmente dalla sua produzione letteraria più famoso e fortunata, che per gli appassionati non ha bisogno di presentazioni: citavamo Eymerich, che gli ha portato la fama già nel 1994 quando vinse il premio Urania appunto con Nicolas Eymerich, inquisitore, con protagonista è un personaggio realmente esistito, un inquisitore la cui vita ha attraversato il 1300 .

Della saga, la più famosa dell'autore, editi da Mondadori, sono usciti: Le catene di Eymerich (1995), Il corpo e il sangue di Eymerich (1996), Il mistero dell'inquisitore Eymerich (1996), Cherudek (1997), Picatrix, la scala per l'inferno (1998), Il castello di Eymerich (2001), Mater terribilis (2002), La luce di Orionee (2007), Rex tremendae maiestatis (2010).

La seconda saga più famosa è quella di Nostradamus, basata su fonti storiche reali, che ripropone una biografia romanzata del più famoso “indovino” della storia e che comprende Il presagio, L'inganno e L'abisso.

evangelisti

Ma Evangelisti ha tratto spunto anche dalla storia più recente: ambientata all'indomani della guerra di secessione americana, c'è la saga fantawestern con il pistolero-stregone messicano Pantera già protagonista di uno dei racconti di Metallo urlante (1998) e di Black flag (2002) - che è ambientato nella seconda parte però in un lontanissimo futuro e considerato da Wu Ming 1 “un esempio di New Italian Epic”- e infine da Antracite (2003).

Le vicende del Messico – paese in cui l'autore è solito passare alcuni mesi dell'anno - tra il 1859 e il 1930 sono invece al centro dei romanzi Il collare di fuoco (2005) e Il collare spezzato (2006).

Altro romanzo non fantasy ambientato nell'America degli anni Trenta e gli anni Cinquanta, Noi saremo tutto (2004) narra invece dell'ascesa di un italo-americano, Eddie Florio, nei ranghi della malavita,  sullo sfondo della lotta tra comunisti e malavitosi per l'egemonia sui lavoratori portuali.

Evangelisti ha però anche tratto spunto dalla storia d'Italia, firmando la saga Il sole dell'avvenire con Vivere lavorando o morire combattendo (2013) e il secondo volume Chi ha del ferro ha del pane (2014) in cui si narrano le pro­fonde tra­sfor­ma­zioni che hanno attra­ver­sato l’Italia e non solo dal 1875 a metà '900.

Si ripercorrono infatti le vicende di braccianti e mezzadri emiliano romagnoli, raccontate attraverso la storia di tre famiglie: i Verardi, i Minguzzi e gli Zambelli.

Saga nella quale, come dice l'autore stesso, "Parlo di con­ta­dini e di brac­cianti, di povera gente che ha dato alla Roma­gna e all’Emilia la pro­pria impronta. Senza curarsi troppo di chi, a livello poli­tico, pre­ten­deva di averne la guida”. Per questo, nella narrazione “l’unico lin­guag­gio per me ade­guato era quello bru­sco, essen­ziale, a volte sar­ca­stico o umo­ri­stico delle cam­pa­gne”.

Nel 2012, Evangelisti invece pubblica con Giunti Day Hospital, in cui racconta il modo in cui ha vissuto la sua battaglia contro un linfoma non Hodgkin.

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