La selva oscura, di Francesco Fioretti

In libreria a gennaio 2015

Arriva in libreria a fine gennaio "La selva oscura", l’Inferno dantesco, coi suoi enigmi e le sue grandezze, raccontato per la prima volta come un romanzo contemporaneo.

Edito da Rizzoli, il romanzo di Francesco Fioretti è un tentativo di avvicinare il pubblico ai grandi classici, sulle orme di Valerio Massimo Manfredi con la sua “Odissea”.
Un romanzo in cui tutto ciò che si conosce dell'autentica Divina Commedia viene volutamente stravolto, ma non nel filo conduttore: un protagonista coraggioso, enigmatico, in aperta lotta contro il potere, il suo desiderio per una donna di indicibile bellezza, un maestro pronto a indicargli il cammino, a sua volta afflitto da un personale tormento.

Un viaggio terribile nel luogo più lontano da Dio, popolato da amanti infelici, demoni, criminali, traditori di ogni sorta. Un'attualizzazione, un adattamento in chiave moderna di un capolavoro della letteratura italiana dei grandi classici, questo è La selva oscura, sfida di Fioretti, scrittori di altri numerosi thriller danteschi, come "Il segreto di Dante", “Il quadro segreto di Caravaggio” e “La profezia perduta di Dante”, best-seller in Italia e tradotti in otto lingue con tirature superiori alle 500 mila copie.

Eccovi un'anticipazione del romanzo, estratto dal capitolo 13:«Eccoci nel secondo girone» disse Virgilio.

«Osserva attentamente, perché vedrai cose a cui non crederesti se te le raccontassi io.» A parte quelli riconoscibilissimi delle Arpie, però, si sentivano ovunque altri lamenti. E non si vedeva un’anima, né viva né morta, che potesse emetterli, per cui lui si fermò perplesso. E si sorprese a pensare che l’altro pensasse che lui pensasse... Ecco: i pensieri cominciavano a ingarbugliarsi come quei rami. Virgilio immaginò che lui attribuisse le voci a gente nascosta in quella singolare sterpaglia. Così lo invitò a strappare un ramo da una pianta, per togliersi ogni dubbio. Allungò una mano con cautela per non ferirsi e da un gran pruno colse un rametto. «Ahi!» gridò il tronco: «Perché mi spezzi?». Trasalì, il respiro gli si bloccò in gola. Dal tronco cominciò a uscire un sangue denso e scuro; e la voce a gocce, a gemiti, ricominciò: «Perché mi strazi? Non provi neanche un briciolo di pietà? Siamo stati uomini e siamo diventati sterpaglie. Forse saresti più gentile con dei serpenti!». Come accade ai tizzoni ancora verdi, che mentre il fuoco attecchisce da una parte, dall’altra per l’evaporazione crepitano e sgocciolano linfa, così dalla frattura nel legno uscivano insieme parole e sangue. Fece cadere il ceppo, e rimase come paralizzato.»

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Francesco Fioretti
La selva oscura
Rizzoli, 2015
euro 17

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