Editori italiani in Cina

Tutti all'assalto della potenza cinese. Anche i nostri editori. In ritardo rispetto agli inglesi, agli americani, ai tedeschi e ai francesi, che già da tempo hanno compreso l'importanza del gigantesco mercato librario cinese, organizzando scambi e stringendo accordi, le case editrici italiane si stanno finalmente muovendo per cercare di erodere almeno qualche briciola della colossale torta editoriale di Pechino. Su iniziativa dell'Associazione italiana editori, in collaborazione con l'Istituto per il commercio estero, una trentina di rappresentanti di sigle nostrane grandi e piccole partirà sabato alla volta della capitale cinese per una settimana fitta di incontri con esponenti di case editrici e di librerie.
Particolarmente avvantaggiate, in questi primi contatti cinesi, risultano gli editori italiani che si occupano di testi didattici così come il settore - tradizionalmente forte in Italia - dei libri per l'infanzia, che può contare in Cina su una trentina di case editrici specializzate molto agguerrite e soprattutto su un pubblico potenziale di duecento milioni di giovani lettori.

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