La regola dell'equilibrio: il nuovo libro di Gianrico Carofiglio

La regola dell'equilibrio è l'ultimo romanzo di Gianrico Carofiglio che continua a raccontare le avventure e le riflessioni dell'avvocato Guido Guerrieri

La regola dell’equilibrio di Gianrico Carofiglio segna il ritorno dell’avvocato Guido Guerrieri, anche se un po’ diverso, perché, come racconta l’autore stesso, dopo molti anni l'avvocato Guerrieri "è cambiato molto", anche se la sua caratteristica principale, quella di “essere poco incline all’autogiustificazione” è rimasta immutata.

Ambientato tra Bari e Lecce, La regola dell’equilibrio ci presenta un avvocato Guerrieri quasi chiuso su se stesso, tanto da avere come interlocutore preferito ha il sacco da boxe che pende dal soffitto del suo soggiorno. A smuovere le acque giunge un cliente particolare: un giudice nel pieno della carriera, suo ex compagno di università, sempre primo negli studi e nei concorsi che è accusato di corruzione.

Gianrico Carofiglio, La regola dell'equilibrio

Dice Carofiglio di questo suo nuovo romanzo:

Guerrieri si ritrova avvolto in un caso complicato che lo lacera. È davanti a una questione centrale: il rapporto lasco con alcuni dei temi della morale. In questo senso, il romanzo è molto italiano. Da noi c'è un'inclinazione diffusa ad autogiustificarci, è una tendenza della nostra vita pubblica. Ed è sicuramente un problema di questo Paese più che di altri Paesi.

E l’interrogarsi dell’avvocato Guido Guerrieri è presente fin dall’incipit del romanzo:

Era forse il dieci di aprile. L’aria era fresca, tersa. Spirava una brezza profumata molto rara in città, il sole e la sua luce si spandevano liquidi su di noi e sulla facciata grigia del tribunale. Carmelo Tancredi e io eravamo vicini all’ingresso, chiacchieravamo.
– A volte penso di smettere, – dissi appoggiandomi al muro. L’intonaco era scrostato e una ragnatela di piccole crepe si estendeva in modo preoccupante verso l’alto.
– Smettere cosa? – mi chiese Tancredi togliendosi di bocca il sigaro.
– Di fare l’avvocato.
– Scherzi? – disse lui, con un lieve, inconsapevole scatto del mento.
Mi strinsi nelle spalle.

Un libro che si legge con piacere, anche se bisogna ammettere che forse, questa volta, i personaggi sono troppo lineari e poco ben definiti, quasi una netta separazione tra “buoni” e “cattivi”.

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