Smith & Wesson: il nuovo libro di Alessandro Baricco

Smith & Wesson è il nuovo romanzo di Alessandro Baricco, ambientato nel 1902 presso le cascate del Niagara

Smith & Wesson è il nuovo romanzo di Alessandro Baricco, libro che giunge a vent’anni dal bestseller Novecento e, come quello, è scritto per il teatro.

Smith & Wesson è ambientano nel 1902, sullo sfondo delle cascate del Niagara. Tom Smith è un inventore e metereologo arrivato alle cascate del Niagara che raccogliere statistiche sul tempo in base ai ricordi della gente. Jerry Wesson è, invece, un pescatore, ma non di pesci, bensì di cadaveri: Wesson, infatti, raccoglie i corpi dei suicidi nel fiume. Smith e Wesson, come è noto, fanno il nome di una pistola. Altro personaggio è Rachel Green, giornalista giovane alla ricerca dello scoop della sua vita che vuole gettarsi nelle cascate e uscirne viva. Insomma, tre squattrinati che hanno intenzione di regalare al mondo una storia talmente memorabile che li trasformi in eroi.

Alessandro Baricco, Smith & Wesson

Già l’ambientazione presso le cascate del Niagara è suggestiva, come ha raccontato lo stesso autore in un’intervista:

Sono un luogo leggendario, mitico. In passato erano uno spazio intatto di natura spettacolare, un paradiso terrestre. C'è stata un'epoca in cui per molti erano la prova dell'esistenza di Dio. Per altri rappresentavano lo spettacolo romantico della natura, del sublime. Dickens vi si era recato quando erano ancora meta di un turismo d'élite, di un impervio e mistico pellegrinaggio. Ho accumulato materiale sulle cascate per anni prima di scriverne.

L’aspetto di “accumulare materiale” è senza dubbio interessante, perché mostra tutto il lavorio che c’è dietro la stesura di un libro, anche se relativamente breve (sono 112 pagine in tutto). Lavoro sulla storia e sulle parole che lo stesso Baricco mette in bocca a uno dei suoi personaggi, nello specifico Smith, all’interno del libro:

Guardi che le parole sono piccole macchine molto esatte, mi creda, se uno non le sa usare, tanto vale che non le usi, è meglio per tutti che si rassegni a restare quello che è, cioè un rozzo animale che a fatica indica col dito le cose cercando di ricordarsi qualche fonema che le significhi, ma senza lamentarsi poi se la gente lo prenderà a calci come un cane randagio, perché è questo che si merita, se neanche sa staccare un paio di parole correttamente.

  • shares
  • Mail