Il filone dei gialli nordici. Una passione dei lettori italiani

Anche gli italiani negli ultimi anni si sono appassionati del filone dei gialli nordici. Lo confermano le vendite. Quali gli scrittori più in auge e quali i motivi di questo successo?

Ricordate quando è nata in voi, amante dei gialli nordici, la passione per questo genere? Magari per noi profani tutto è partito dalla “fame” che vi ha lasciato nello stomaco lo strafamoso Larsson (Stieg). E a quel punto ci siamo chiesti, alla fine della lettura della trilogia cos'altro poter leggere che vi avrebbe rituffato nelle stesse atmosfere e vi avrebbe fatto incontrare personaggi simili.

Poi magari, come me, vi siete appassionati anche di grandissime “chicche” (anche se non si tratta di gialli) come Naif Super del norvegese Erlend Loe oppure di un grande autore come il finlandese Aarto Paasilinna, o di Bjorn Larrson, entrambi pubblicati in Italia da Iperborea.

E se siete ritornati ad aver voglia delle indagini di personaggi nati con nelle narici il vento gelido del nord, avete scelto poi grandissimi e prolifici autori di gialli che vi appassionano con le storie dei loro detective. Scoprendo che ognuno degli investigatori o comunque dei protagonisti del giallo, ha naturalmente la sua personalità di cui ti sembra di non poter fare a meno, come la presenza di un vecchio amico a cui vuoi bene pur con i suoi difettacci.

Ci sono ad esempio i casi seguiti dall'ispettore Wallander dello scandinavo Henning Mankel, che racconta un eroe moderno ferito nella vita personale che a tratti ha la tentazione di mollare tutto e in cui ogni indagine fa venir fuori il marcio che abita nella società in cui siamo immersi e nel nostro stesso cuore.

lack1

Oppure – citando per inciso, ma doverosamente, il bravo Peter Hoeg, caso letterario con Il senso di Smilla per la neve – il norvegese Jo Nesbo, con il suo Harry Hole.

Passando alla versione di gialli nordici al femminile, c'è da dire che le scrittrici invece nella maggior parte dei casi non scelgono per protagoniste delle investigatrici vere e proprie. Come accade con la scandinava Liza Marklund e la sua Annika Bengzton, una intraprendente giornalista che finisce a sconfinare in prima persona nelle indagini dei casi che avrebbe dovuto solo raccontare.

C'è poi un altro personaggio femminile che non è un detective in senso stretto, quello di Asa Larsson che appassiona i lettori con il combattivo avvocato fiscalista Rebecka Martinsson.

Per non parlare di Camilla Lackberg, che in Italia è sempre in cima alla top ten dei libri più venduti non appena esce un suo libro, con la sua Ericka Falck. Anche lei, non è un commissario della polizia svedese e neppure un investigatore privato, ma una scrittrice appunto.

Al di là dei nomi e delle preferenze di ognuno, rimane da spiegarsi le ragioni del picco di successo raggiunto da questo genere anche in Italia. E' anche per la descrizione della natura, o del cibo, ad esempio, che anche noi italiani ci siamo appassionati di un genere così “esotico” come quello dell'area nordica che ci regala personaggi molto belli.

Quegli stessi personaggi che negli occhi hanno quella luce fredda e allo stesso tempo luminosissima che non appartiene invece ai nostri paesaggi. Miracoli della scrittura che ci apre all'altro da noi, grazie al fatto di consentirci di spiare nella serratura di mondi diversi dal nostro, anche se paralleli perché contemporanei.

  • shares
  • Mail