Henrik Ibsen, padre della drammaturgia moderna

Henrik Ibsen ha messo in scena il malessere, le colpe, le debolezze della società borghese del suo tempo.

Tra i maggiori autori teatrali, considerato tra i più importanti scrittori dell'Ottocento, Henrik Ibsen ha indagato nei suoi drammi l’idea che per l’uomo è impossibile realizzare la sua aspirazione al sublime. Per questa sua capacità di indagare l’intimo dei personaggi e, in particolare, per sapere muoversi nei meandri della mente della borghesia ottocentesca, arrivano a metterne a nudo il profondo maschilismo e le altre contraddizioni, Ibsen è considerato il padre della drammaturgia moderna.

Henrik Ibsen nacque in Norvegia, a Skien per la precisione, nel 1828. Fin da giovane mostrò un’attitudine alla scrittura, tanto che il suo primo dramma risale a quando era studente: si tratta di Catilina, testo in cui è già presente il tema fondamentale del contrasto tra l’anelito al sublimo e l’incapacità dell’essere umano di conseguirlo. Dal 1851 lavora nel teatro di Bergen e nel 1857 dirige il teatro di Oslo, che allora si chiamava Cristiania (la città è stata conosciuta come Christiania dal 1624 al 1878 mentre dal 1878 al 1924 si chiama Kristiania) In questo periodo continua a scrivere drammi storici in cui si sente l’eco delle ballate popolari come anche i temi propri della letteratura nordica.

Henrik Ibsen

Nel 1864 va via dalla Norvegia e si trasferisce in Italia, vivendo tra Roma, Sorrento, Amalfi e Ischia, e poi se ne va in Germania, in particolare a Dresda e Monaco. Nel 1891 ritorna nella sua Norvegia e concluderà la sua vita nel 1906 a Cristiania.

Tra le sue opere, le più famose sono Brand (del 1865), Peer Gynt (1867), Casa di bambola (1879 - video in apertura di post), Spettri (1881), La donna del mare (1888), Hedda Gabler (1890), Il costruttore Solness (1892), John Gabriel Borkman (1896).

In italiano le sue opere si trovano nel catalogo di diversi editori, sia come testi singoli che come raccolte antologiche.

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