Cinque libri di Alda Merini nel quinto anniversario della sua morte

Era il 1 novembre 2009 quando a Milano moriva Alda Merini. Noi di Booksblog vi invitiamo ad approfondire la sua conoscenza attraverso alcuni libri.

Sono trascorsi cinque anni dalla morte di Alda Merini, una delle più vigorose voci della poesia contemporanea italiana. La passione che impregnava la sua poesia, ma anche la sua prosa, non si è certo affievolita nel tempo: anzi, è stata un continuo crescendo:

Il mio passato

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato è solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho già visto
non conta più niente.
Il passato ed il futuro
non sono realtà ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.

Per approfondire la conoscenza di Alda Merini, vi proponiamo cinque suoi libri. Se volete potete anche leggere l'intervista che noi di Booksblog abbiamo fatto alle figlie di Alda Merini: un modo diretto per conoscere la poetessa.

Cinque libri di Alda Merini


Alda Merini


  1. La vita facile (Bompiani, 2001): un sillabario molto interessante. Agli oggetti non importa nulla delle nostra vita, ma a noi interessa molto la storia di questi esseri feroci che invadono il nostro mattino. Questi esseri che si svegliano con noi all’alba e che continuano a ripetere crudeli: “Sei ancora qui con noi, ancora una volta viva”. Questa la descrizione che Alda Merini fa dei bicchieri: “Le grandi pariglie di bicchieri sopra il tavolo per tanti, tantissimi invitati, per festini e riconciliazioni, per nascite e matrimoni giacevano in casa mia in una bella bacheca al posto dei libri. Mia madre li porgeva a ogni invitato”.

  2. Aforismi a magie (BUR, 2003): "L'Aforisma - secondo Merini - è il sogno di una vendetta sottile. L'Aforisma è genio e vendetta e anche una sottile resa alla realtà biblica. Chi fa aforismi muore saturo di memorie e di sogni ma pur sempre non vincente né davanti a Dio né davanti a se stesso né davanti al suo puro demonio." Nel libro è raccolto il meglio di un genere che in questi ultimi anni Alda Merini ha esercitato con entusiasmo e autentica maestria. Arricchiscono il volume i disegni di Alberto Casiraghi, l'amico pittore-editore che ha sollecitato, raccolto e accompagnato con le sue miniedizioni Pulcinoelefante questa nuova verticalissima ispirazione. Una silloge insieme magica e crudele, appassionata e tagliente, ispirata e assoluta di microtesti e in versi, destinati a tenerci compagnia nel tempo.

  3. Mistica d’amore (Frassinelli, 2008): Mistica d'amore riunisce cinque opere di ispirazione religiosa composte da Alda Merini fra il 2000 e il 2007, racconti poetici che hanno per protagonisti le figure fondamentali della fede cristiana. Le pagine di Corpo d'amore indagano l'enigma di Gesù e il potere del suo amore per gli uomini, "fiamma che sciolse tutti i ghiacciai dell'universo". Riflessioni riprese nel Poema della croce, al centro del quale si staglia il teatro della crocifissione, il luogo terribile dove il dolore di Dio e quello dell'uomo convergono e la pietà e la speranza sembrano bandite per sempre. In Magnificat, una Vergine Maria fragile e umanissima rivive il suo smarrimento di fronte al mistero della divinità del figlio e, in Cantico dei Vangeli, Pietro, Giovanni, Giuda, Pilato, Maria Maddalena intessono con Gesù un dialogo intenso, ciascuno con accenti diversi - pensosi, drammatici o intimi. In Francesco, infine, il santo di Assisi ripercorre, in un monologo che è a un tempo confessione e preghiera, le tappe fondamentali della sua vita, dalla rinuncia ai beni del padre all'attesa della morte. Ne risulta un unico canto di amore mistico, dove poesia e professione di fede si intrecciano in versi di potente suggestione e grande forza espressiva.

  4. Il carnevale della croce. Poesie religiose. Poesie d'amore (Einaudi, 2009). Si potrebbe dire: poesie religiose, ovvero poesie d'amore. E viceversa. Infatti, anche se il libro è diviso in due sezioni ben definite, le diverse fonti ispiratrici partecipano di una medesima accensione. Anche quando evocano i desideri più profani, i versi di Alda Merini sono attraversati nell'intimo da un senso di perdizione assoluta e di ritrovamento improvviso, di morte e rinascita, di trascendenza irredimibile e di miracolosa congiunzione salvifica. Reciprocamente i versi che ripercorrono le figure salienti della cristianità e le grandi narrazioni evangeliche insinuano nel discorso spirituale una corporeità fortissima, che si confronta con la più elevata tradizione mistica, aggiungendo quel tocco di devianza e di pensiero paradossale che è da sempre la cifra esemplare della poesia di questa autrice.

  5. L’altra verità. Diario di una diversa (BUR, 2013): Un alternarsi di orrore e solitudine, di incapacità di comprendere e di essere compresi, in una narrazione che nonostante tutto è un inno alla vita e alla forza del "sentire". Alda Merini ripercorre il suo ricovero decennale in manicomio: il racconto della vita nella clinica psichiatrica, tra elettroshock e autentiche torture, libera lo sguardo della poetessa su questo inferno, come un'onda che alterna la lucidità all'incanto. Un diario senza traccia di sentimentalismo o di facili condanne, in cui emerge lo "sperdimento", ma anche la sicurezza di sé e delle proprie emozioni in una sorta di innocenza primaria che tutto osserva e trasforma, senza mai disconoscere la malattia, o la fatica del non sentire i ritmi e i bisogni altrui, in una riflessione che si fa poesia, negli interrogativi e nei dubbi che divengono rime a lacerare il torpore, l'abitudine, l'indifferenza e la paura del mondo che c'è "fuori". Su Booksblog trovate una recensione più approfondita.

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