H. P. Lovecraft, il padre dell’horror dei nostri giorni

H.P. Lovecraft, il solitario di Providence, ha scritto storie che ancora oggi influenzano gli scrittori dell'horror

Maestro riconosciuto della letteratura del soprannaturale, preso a modello da molti scrittori (come, per esempio Stephen King) H. P. Lovecraft è stato un vero e proprio rivoluzionario per quel che riguarda la narrativa onirica, fantastica e dell'orrore con il porre al centro della propria opera un cosmo indifferente e indecifrabile.

Howard Phillips Lovecraft nacque a Providence, nel Rhode Island, USA, il 20 agosto 1890 e nella stessa città morì quarantasette anni dopo, il 15 marzo 1937. Vita breve, ma fama lunga per il solitario di Providence, come viene spesso chiamato. La sua fu un’infanzia difficile, segnata da un lato dall’assenza del padre che morì in manicomio quando il nostro aveva appena otto anni e, dall’altro, da una madre iperprotettiva. Troppo per un ragazzo che già a dieci anni manifestò i primi sintomi dell’esaurimento nervoso che gli fu compagno per tutta la vita. Economicamente non aveva molti mezzi e riuscì a tirare avanti lavorando come revisore di testi altrui.

H.P. Lovecraft

Ma in lui un fuoco ardeva e i suoi racconti del Ciclo di Cthulhu (il più importante dei quali è, senza dubbio, Il richiamo di Cthulhu che risale 1926), H. P. Lovecraft è riuscito a mettere in piedi una mitologia letteraria perfettamente compiuta, in cui creature sovrumane governano il Cosmo. Le sue opere sono state tutte tradotte in italiano presso varie case editrici e, tra le più note, possiamo annoverare L’orrore di Dunwich, del 1929, e il romanzo Alle montagne della follia, pietra miliare della narrativa horror del nostro tempo.

Che gli dei misericordiosi, se esistono, ci proteggano nelle ore in cui né il potere della volontà, né le droghe inventate dagli uomini posso¬no tenerci lontani dall'abisso del sonno. La morte è compassionevole perché da essa non c'è ritorno, ma chi emerge, pallido e carico di ricordi, dai recessi della notte, non avrà più pace. Che imbecille sono stato a intraprendere con tanta incoscienza lo studio di misteri che l'uomo non dovrebbe affatto conoscere! (da Hypnos, racconto del 1922)

  • shares
  • Mail