L'isola di cemento

È possibile naufragare in mezzo all'autostrada? È ciò che accade al protagonista de L’isola di cemento, un racconto assurdo che diviene metafora dell’alienazione che l’uomo vive oggi, soffocato da una prepotente tecnologia. Questo naufrago della società postmoderna si trova confinato su un’isola spartitraffico, costretto a condurre una nuova esistenza che non è poi tanto peggio della precedente. Una vita ai confini della civiltà umana da cui non è possibile fuggire, a cui, nonostante tutto, ci si adegua per sopravvivere, fino a riscoprire qualcosa che la “normalità” aveva cancellato. Scritto nella metà degli anni Settanta, il libro è ancora molto attuale. Feltrinelli lo ripropone nell’Universale Economica: una buona occasione per accostarsi alla scrittura di Ballard.

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