Move it

Da tempo ne devo parlare e poi non lo faccio mai (demenza senile o troppo stress? chissà).
Ci sono due forme di "movimento" di libri che hanno riscosso successo.

Una è il BookCrossing: un modo tutto particolare per scambiare libri.

Partecipare è semplice. Esistono delle vere e proprie comunità di bookcrosser che si scambiano libri, ma cosa più bella è "l'abbandono" del libro ma in maniera riconoscibile, affinché non vada del tutto perso, ma lasci una traccia che possa far risalire al suo percorso nel tempo.

Per saperne di più c'è un "bignami" consultabile on line, un sito dedicato e naturalmente il sito ufficiale, in inglese.

L'Italia è il terzo stato (dopo USA e Canada) più attivo nel Bookcrossing.

L'altro "movimento" dei libri è il BookShifting. Inventato da Tao, si tratta di una piccola azione di disturbo che prevede lo scambio di libri nelle pile delle librerie.

Il caso più diffuso è quello che prevede di mettere sulla pila dei libri del momento qualche vecchio classico di ugual misura, oppure mettere in primo piano qualche bel libro meno noto e nascondere i bestseller.

Quando fu inventato ne parlò anche l'Espresso.

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