Le lettere di Frida Kahlo al suo medico

Un epistolario unico in cui Frida Kahlo, al di là dei problemi fisici, ci fa entrare nella sua intimità permettendoci di conoscerla più da vicino

Trovo sempre interessante avvicinarmi ai grandi personaggi “intrufolandomi” tra le lettere che hanno scritto: credo che sia un modo per conoscere più da vicino e senza filtri quanti abbiamo apprezzato per via della loro arte, in senso ampio intesa. Sono rimasto affascinato, pertanto, dalle lettere di Frida Kahlo (1907-1954) al suo dottore Leo Eloesser, pubblicate da Abscondita con la curatela di M. Cristina Secci (titolo completo del libro: Querido doctorcito. Lettere a Leo Eloesser, pp. 100, euro 13)

Leo Eloesser (1881-1976) è stato il medico di Frida per molti anni: non solo medico del suo corpo, ma anche del suo spirito. E l'epistolario lungo un ventennio sta lì a dimostrarlo. Attraverso la quotidianità, i vari dolori che Frida Kahlo prova, i racconti dei suoi viaggi, le invettive contro i gringos possiamo aprire uno squarcio sull'intimità della grande pittrice messicana che, oltre al pennello, usa penne, matite o macchina da scrivere per narrarsi.

Scrive, dunque, Frida. Scrive sulla carta da lettera, sui quaderni, sul busto ortopedico, sui quadri. Quando l'umore è pacato, sembra trapuntare la grafia con un ricamo regolare, che diviene un intreccio di nervi, consonanti e vocali, quando la vita scivola sul dolore, e l'interlinea, la punteggiatura, le sottolineature dilatano – con fiato impetuoso – le parole. Poiché, come recita la lettera a Leo del luglio 1941, “se stessi meglio in salute potrei dire di essere felice”.

Frida Kahlo

Il libro – molto curato nella veste grafica – è arricchito di dodici immagini (foto di Frida Kahlo o riproduzioni dei suoi quadri), oltre a un saggio di M. Cristina Secci sulle lettere e a una sintetica e preziosa Nota biografica da tener presente nella lettura delle epistole (ventuno in tutto) per poterle contestualizzare. Ottima la traduzione, che fa apprezzare la passione di Frida Kahlo.

Sembrano aerei di carta quei fogli che planano tra la Malinche e il Doctorcito. Piccioni viaggiatori con ancora la nostalgia seppia che suscita l'attesa di una lettera, che certamente arriverà [...] Un'intimità feroce e tenera.

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