Francesco Pacifico, San Valentino

"Memi" è la collana della Fazi che ospita alcune delle menti migliori della narrativa italiana alle prese con figure-chiave dell'immaginario contemporaneo. Ricordate il libro di Nicola Lagioia su Babbo Natale? E quello di Tommaso Pincio sugli alieni? Da poco nelle librerie San Valentino, l'ultimo nato della collana, firmato da Francesco Pacifico, autore del romanzo "Il caso Vittorio" (minimum fax, 2003) e di "2005 d.c." (Einaudi, 2005), assieme alla Babette Factory. Il libro di Pacifico è uno dei tanti che ha invaso le librerie in quest’ultimo periodo, avente come tema l’amore e gli innamorati. In fondo le case editrici sono delle industrie e non sono certo scevre da rudimenti di marketing.
Agli inizi dell’Ottocento, il giorno di San Valentino è una festa inglese quasi dimenticata. Si estrae a sorte il nome di una ragazza, le si scrive una poesia, la si firma “Tuo Valentino”. Cinquant’anni dopo, è il primo esperimento di marketing delle emozioni del nascente impero americano: il capostipite di ogni campagna pubblicitaria per ottenere la felicità. Com'è potuto accadere? Secondo gli inglesi, quel giorno si festeggia da sempre. Da quasi duemila anni, il 14 febbraio gli innamorati scrivono una poesia in rima, incollano un paio di cuoricini e di colombi, si fidanzano e si sposano. Ma è veramente esistito un vescovo del III secolo che amava i fidanzati e regalava loro delle rose? O se l'è inventato Geoffrey Chaucer nel Medioevo per datare una poesia su un raduno di uccellini al cospetto di Afrodite? Quanto cambiano le abitudini sentimentali degli uomini? E perché ogni epoca racconta l'amore, e la Storia, secondo le sue necessità? Le risposte a tutti i seguenti interrogativi nel libro di Pacifico.

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