Lettere a Theo: alla scoperta dell'anima di Vincent Van Gogh

La vicenda artistica e umana del grande pittore emerge dal fittissimo epistolario con il fratello

Tra pochi giorni a Milano aprirà l'attesa mostra dedicata all'arte di Vincent Van Gogh e al rapporto tra uomo e natura, "Van Gogh. L'uomo e la terra". Ma da sempre la sua vicenda artistica attira e affascina gli appassionati da tutto il mondo, come chi fa tappa fissa al museo a lui dedicato ad Amsterdam, accontentandosi di guardare soltanto capolavori come "Campo di grano con volo di corvi" o "I mangiatori di patate", o come i fortunati milionari che possono spendere cifre astronomiche per accaparrarsi un suo quadro.

Inevitabilmente infatti l'opera dell'artista olandese racconta già molto della sua vita travagliata, ma forse qualcosa di più lo fanno le tante lettere che dall'agosto 1872 fino al 27 luglio 1890 (due giorni prima di morire) il pittore scrisse al fratello Theo, mercante d'arte.

Soltanto a lui Vincent confidò quello che gli passava per la testa, ma anche la genesi dei suoi quadri, e per molto tempo Theo - che negli anni lo sostenne anche economicamente - fu il suo unico interlocutore: in tutto il corpus, vastissimo, consta di 600 lettere scritte da Vincent a Théo e di 40 scritte da Théo a Vincent. L'unico periodo in cui i due fratelli non si scrissero fu quello in cui vissero insieme a Parigi.

Molte delle missive non sono datate, ma gli storici dell'arte sono stati comunque in grado di ordinarle cronologicamente. Nel corso della sua vita Vincent scrisse anche a Van Rappard, a Émile Bernard e alla sorella Wil. La prima pubblicazione dell'epistolario risale al 1913, grazia alla vedova di Théo, Johanna van Gogh-Bonger.

In Italia il volume "Lettere a Theo" è stato pubblicato da Guanda (366 pagine - curato da M. Cescon, M. Donvito e B. Casavecchia) ed è facilmente reperibile negli store, anche in versione ebook.

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