Anna Politkovskaja, 5 libri per ricordare la giornalista russa

Ricorre oggi l'anniversario della morte della giornalista russa, aspra oppositrice di Putin, uccisa nel 2006

Anna Politkovskaia fu uccisa a colpi di pistola il 7 ottobre del 2006.
Giornalista d'opposizione, considerata scomoda da Putin e dal Cremlino, la Politkovskaia era conosciuta all'estero per i suoi reportage dalla Cecenia, pubblicati su La Novaja Gazeta, quotidiano russo di ispirazione liberale.

A otto anni dall'omicidio, compiuto nell'ascensore dell'edificio di Mosca in cui la donna abitava, non si sanno ancora i nomi dei mandanti. Sono stati condannati lo scorso agosto i presunti killer e gli organizzatori del delitto, ma con pene molto soft rispetto all'atto compiuto.

Giornalista e scrittrice: la Politkovskaja ha scritto e pubblicato anche in Italia alcuni libri che raccontano la guerra in Cecenia e criticano aspramente l'operato di Putin. Critiche che le hanno causato in tutta la sua carriera molte minacce di morte, in particolare da Sergei Lapin, ufficiale di una polizia che dipende direttamente da Ministero degli Interni.

I suoi libri sono dei reportage dall'inferno, ottimi esempi di giornalismo "sanitario" - così lo definiva Anna per desrivere il suo stile obiettivo e meticoloso e raccolgono le testimonianze del popolo ceceno, continuamente abusato e ucciso. Testimonianze forti, verità che la Russia non vuole che emergano. Non è un caso che il periodo in cui venne pubblicato Cecenia, il disonore russo, nel 2003, mentre si recava a Beslan per seguire la crisi  degli ostaggi nella scuola venne colpita da un forte malore dovuto ad un tentativo di avvelenamento.
E il giorno dopo la sua morte, la polizia russa sequestrò l'intero materiale in possesso della giornalista, relativo all'ultima inchiesta che stava seguendo; La Novaja Gazeta riuscì a pubblicare solo pochi appunti rimasti.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail