Gioia di vivere e fantasia: il duplice amore del poeta Philippe Godet

Cosa scegliere come stile di vita? L'abbandono ai piaceri terreni oppure l'evasione verso i lidi dell'immaginazione?

Philippe Godet (1850-1919), svizzero di lingua francese, fu prima avvocato nella città natale Neuchatel, e poi professore di letteratura.

Nella poesia Duplice amore, che oggi vi presentiamo come poesia domenicale con la traduzione di Guido Davico Bonino, canta una scelta tra due amori, che nel suo cuore si fanno guerra. Ma non si tratta di due donne come potrebbe sembrare leggendo i primi versi (c’è sempre molta reticenza nel sostenere che ci si possa innamorare, con ugual trasporto, di più di una persona, ma questo è un altro discorso), bensì di due forme di esistenza, vale a dire la Gioia di Vivere e la Fantasia. Il che, in altre parole, significa l’abbandono ai piaceri terreni o l’evasione verso le più astratte (ma meno pericolose) spiagge dell’immaginario.

E voi, amiche e amici di Booksblog, cosa scegliete?

Gioia di vivere e fantasia: il duplice amore del poeta Philippe Godet

Duplice amore

Strano mistero dell’amore!
Amo a questo mondo due belle:
l’una è vivace, sorridente e bionda
come il giorno;
l’altra è triste, sognatrice e bruna
come la sera.
Vicino a lei amo sedermi
al chiar di luna.
Se un giorno dovessi dire
quale delle due mi è più cara,
il mio cuore risponderebbe: “Mistero…”
Strano mistero dell’amore!
Col suo gioioso sorriso la bionda
mi ha cento e cento volte incantato;
d’una guizzante luce
il suo sguardo m’inonda;
la bruna, con uno sguardo velato,
profondo e tenero,
m’accoglie, e il mio cuore è turbato
nel parlarle e nell’ascoltarla.
L’una, la bionda, è la Gioia di Vivere,
non v’è un istante che non sorrida…;
l’altra, d’una più casta bellezza,
è la Fantasia…
Se dovessi dire un giorno
quale delle due mi è più cara,
il mio cuore risponderebbe: “Mistero…”
Strano mistero dell’amore!

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