A.L. Kennedy, Stati di grazia

Hai tra le mani un libro, lo inizi a leggere, capisci che si tratta di racconti minimali di ottima fattura, in fondo dopo aver letto “Gesti indelebili” sai bene che la scrittrice in questione non può deluderti, che è una che ha stoffa, che riesce ad entrare nell’animo umano e ad imbandirlo nel migliore dei modi, poi giungi a pagina 165, ti trovi di fronte un racconto che ha come titolo Stati di grazia, lo stesso titolo del libro in questione, cominci a leggerlo e rimani incollato al libro per le successive 160 pagine, perché “Stati di grazia” ha del racconto solo l’etichetta, ma possiede la coerenza, la coesione, la struttura e la complessità tipiche del romanzo.
Questo per dire che l’ultimo racconto che compone “Stati di grazia”, il secondo libro tradotto in Italia della scrittrice scozzese A.L.Kennedy, pubblicato dalla minimum fax, vale da solo il prezzo di copertina. Si narra la storia della signora Brindle, giovane donna sposata con un uomo burbero e taciturno, in preda ad una crisi irreversibile dopo la perdita della fede, ammaliata dalle parole di uno psicologo, Edward Gluck, ascoltate in un programma televisivo. La Brindle compra l’ultimo libro dell’illustre studioso e poi lo segue in una sua conferenza in Germania. I due si conoscono e tra loro inizia un rapporto irrequieto, fatto di parole dette e taciute, di sguardi e sottili carezze. “Non volevano essere precipitosi, si limitavano a desiderarsi intensamente, nella morsa di neuroni balbettanti e di turbolenze elettriche”. Più avanti nella narrazione si scoprirà che Gluck ha una passione per il porno, anzi, una vera e propria ossessione, che darà un’imprevista virata al rapporto tra i due protagonisti.
Una storia così intensa e totalizzante fa passare in secondo piano i precedenti undici racconti, piccole schegge di quotidianità, in cui la Kennedy dosa perfettamente trame e personaggi, tra i quali cito “Partito”, la storia di un uomo che parte per l’America, non senza difficoltà, per raggiungere la sua ex ragazza, ora felicemente sposata, ma non per il protagonista della storia, convinto che il suo arrivo trasformerà la vita di entrambi, o, ancora, “Lontanissimi”, la storia di un uomo che nello spazio pensa intensamente alla propria moglie, o, per ultimo, “Animale”, la storia di un attore di soap che abbandona, non senza nostalgia, il suo lavoro in cerca di altre motivazioni. Ma resta sempre il sapore della storia d’amore tra la signora Brindle e il dottor Gluck: troppo intenso da dimenticare.

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