La Rosa Bianca, il movimento studentesco che si oppose a Hitler

La Rosa Bianca - in tedesco Die Weiße Rose - fu il nome che un gruppo di studenti cristiani diede al movimento che si opponeva in modo non violento al regima della Germania nazista di Hiter

Molti ne avranno sentito parlare per il film, "La Rosa Bianca - Sophie Scholl", del 2005 che narra, in maniera aderente alla realtà dei fatti accaduti, la cattura, la breve prigionia, il processo e la condanna alla pena capitale subìti da Sophie Scholl e da suo fratello, oltre che da un loro amico, accusati di cospirazione contro il regime di Adolf Hitler perché facenti parte del gruppo clandestino di opposizione denominato "Rosa Bianca", appunto.62440-dg-original

Una trama che, come già accennato, si ispira a fatti realmente accaduti. Perchè la Rosa Bianca - in tedesco  Die Weiße Rose -  era il nome che un gruppo di studenti cristiani aveva dato a questo movimento che si opponeva in modo non violento al regima della Germania nazista dei primi anni Quaranta.
Un movimento che ebbe vita brevissima, dal giugno '42 al febbraio '43 quando i principali componenti vennero arrestati, processati in tempi brevissimi e condannati a morte mediante decapitazione.

Il gruppo nasce a Monaco di Baviera e per un anno fu molto attivo, pubblicando ben sei opuscoli nei quali si incitavano i tedeschi a resistere passivamente contro Hitler e il suo regime. I ragazzi, tutti studenti universitari alla Ludwig Maximilian, non avevano poco più che venti anni ed erano: i fratelli Hans e Sophie Scholl, Christoph Probst, Alexander Schmorell e Willi Graf. A loro si unì negli ultimi tempi un professore, Kurt Huber, che collaborò con loro nella stesura degli ultimi due opuscoli, uno dei quali, il settimo, non venne mai pubblicato perchè cadde nelle mani della Gestapo.

Monaco

Scopo della loro lotta era quella di risvegliare le coscienze e metterle davanti alle atrocità che il nazismo stava mettendo in atto, specie nei confronti degli ebrei. Rifiutando totalmente la violenza della Germania di Hitler, invocavano un'Europa federale che aderisse ai principi cristiani di tolleranza e giustizia, secondo i principi della Bibbia, che citavano in continuazione. Altri testi da cui trassero ispirazione furono gli scritti di  Laozi, Aristotele e Novalis, ma anche Goethe e Schiller. Attraverso la distribuzione dei loro opuscoli e di altro materiale nelle piazze della città, speravano di suscitare sdegno nell'intellighenzia tedesca, portandola a rifiutare il regime nazista.

L'operazione di massiccio volantinaggio partì a Monaco, per poi spostarsi verso altre città della Baviera e dell'Austria, La campagna anti hitleriana si intensificò soprattutto nell'estate del 1943 con distribuzione di opuscoli e slogan contro Hitler in tutta la città.
Il sesto opuscolo venne distribuito nell'università il 18 febbraio 1943, in coincidenza con la fine delle lezioni. Qui Sophie Scholl prese la coraggiosa decisione di salire in cima alle scale dell'atrio e lanciare da lì gli ultimi volantini sugli studenti sottostanti. Venne individuata da un bidello nazista che la bloccò e la consegnò assieme al fratello alla polizia di regime.

Subito dopo vennero arrestati anche gli altri membri, tutti sottoposti a interrogatorio da parte della Gestapo. Gli Scholl si assunsero immediatamente la piena responsabilità degli scritti sperando, invano, di proteggere i rimanenti membri del circolo. Vennero comunque torturati -  la Gestapo torturò Sophie Scholl per quattro giorni, dal 18 al 21 febbraio 1943 - processati il 22 febbraio 1943 presso il Volksgerichtshof (tribunale del Popolo), e condannati alla ghigliottina.  Le motivazioni della sentenza furono le seguenti:

« Gli accusati hanno, in tempo di guerra e per mezzo di volantini, incitato al sabotaggio dello sforzo bellico e degli armamenti, e al rovesciamento dello stile di vita nazionalsocialista del nostro popolo, hanno propagandato idee disfattiste e hanno diffamato il Führer in modo assai volgare, prestando così aiuto al nemico del Reich e indebolendo la sicurezza armata della nazione. Per questi motivi essi devono essere puniti con la morte».

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Credits| Wikipedia

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