Ricordando Vitaliano Brancati a sessant'anni dalla morte

Vitaliano Brancati, autore, tra l'altro, de Il bell'Antonio moriva il 25 settembre 1954

Il 25 settembre 1954 moriva a Torino, per via di un’operazione chirurgica, lo scrittore Vitaliano Brancati. Aveva quarantasette anni.

Nelle sue opere portò in primo piano le manie del sesso, ritrasse il “gallismo” con estro artistico che richiama alla mente le commedie di Aristofane. Nella sua satira si riconosce ben ferma la condanna, da moralista senza enfasi, della celebrazione grossolana della virilità cara ai fascisti.

Per ricordarlo riportiamo qui l’incipit di suoi tre romanzi: Don Giovanni in Sicilia (del 1942, da cui Alberto Lattuada trasse un film nel ’67 con Lando Buzzanca), Il bell’Antonio (pubblicato nel 1949, film di Mauro Bolognini nel 1960 con Claudia Cardinale e Marcello Mastroianni) e Paolo il caldo (incompiuto e pubblicato postumo nel 1955 e diventato film nel 1973 per la regia di Marco Vicario con Giancarlo Giannini).

Vitaliano Brancati


  • Don Giovanni in Sicilia: Giovanni Percolla aveva quarant'anni, e viveva da dieci anni in compagnia di tre sorelle, la più giovane delle quali diceva di esser "vedova di guerra". Non si sa come, nel momento in cui pronunciava questa frase, ella si trovava con una matita e un foglio in mano, e subito si poneva a scrivere dei numeri, accompagnandosi con queste parole: "Quando io ero in età da marito, scoppiò la grande guerra. Ci furono seicentomila morti e trecentomila invalidi. Alle ragazze di quel tempo, venne a mancare un milione di probabilità per sposarsi. Eh, un milione è un milione! Non credo di ragionare da folle se penso che uno di quei morti avrebbe potuto essere mio marito"

  • Il bell’Antonio: Dei siciliani scapoli che si stabilirono a Roma intorno al 1930, otto per lo meno, se la memoria non m'inganna, affittarono ciascuno una casa ammobiliata, in quartieri poco rumorosi e frequentati, e quasi tutti andarono a finire presso insigni monumenti, dei quali però non seppero mai la storia né osservarono la bellezza, e talvolta addirittura non li videro. Che cosa non saltò il loro occhio ansioso di scorgere la donna desiderata in mezzo alla folla che scendeva dal tram? Cupole, portali, fontane... opere che, prima di essere attuate e compiute, tennero aggrottate per anni la fronte di Michelangelo o del Borromini, non riuscirono a farsi miminamente notare dall'occhio mobile e nero dell'ospite meridionale!

  • Paolo il caldo: 23 giugno 1952. Mi trovo seduto sulla terrazza dell'albergo Baglioni, innamorato di mia moglie. Sono le dieci di sera.
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