Il diavolo veste Prada, Anna Wintour e il sequel

Chissà se senza il film, il romanzo di Lauren Weisberger avrebbe avuto il grande successo di cui poi ha goduto?

È tutto lì, nell’esergo iniziale, il leitmotiv del celebre romanzo Il diavolo veste Prada di Lauren Weisberger e, se vogliamo, anche del suo sequel, La vendetta veste Prada. Il ritorno del diavolo. All’inizio del romanzo, infatti, troviamo una frase da Walden di Henry David Thoreau che recita:

Guardati da ogni impresa che richiesta l’acquisto di nuovi capi di vestiario.

La storia raccontata ne Il diavolo veste Prada la conosciamo tutti (anche – soprattutto? – grazie al film con Meryl Streep e Anne Hathaway che ne è stato tratto): Andrea Sachs, laureata in lettere e con il sogno di diventare scrittrice, si presenta a un colloquio per un posto da assistente nella redazione di "Runway", diretta da Miranda Priestly. Due mondi totalmente opposti che finiranno inevitabilmente per incontrarsi/scontrarsi, nel turbinio delle sfilate di moda, accompagnate, come sempre, da pettegolezzi e misteri di ogni tipo.

Lauren Weisberger, Il diavolo veste Prada

Ecco un passaggio del libro, che forse incarna abbastanza bene la dicotomia tra il mondo dei libri e quello della moda (traduzione di Roberta Corradin):

Non avevo mai letto “Runway” in vita mia: non era giusto che mi facesse una domanda proprio su quella testata. “Runway”. Puah! Di “Runway” non fregava niente a nessuno. Era una rivista di moda, porca miseria, non ero nemmeno sicura che ci fossero degli articoli, solo pagine su pagine di modelle affamate e di ingannevoli pubblicità.

Alla fine del romanzo Andrea Sachs lascerà il prestigioso incarico di assistente di Miranda Priestly e questo è l’inizio del sequel La vendetta veste Prada. Il ritorno del diavolo: dopo dieci anni, infatti, le due protagoniste del primo racconto si incontrano e…

Lauren Weisberger ha sempre negato che il personaggio di Miranda Priestly sia modellato su quello di Anna Wintour, direttrice della rivista Vogue America, ma le somiglianze sono molte per essere una semplice coincidenza (l’autrice è stata molto criticata per non aver cercato di camuffare meglio i due parallelismi). Ma del resto ne Il diavolo veste Prada, compare la stessa Anna Wintour come rivale proprio di Miranda Priestly: un perfetto gioco a incastri che autorizza a fare supposizioni e accostamenti. Del resto, siamo nel mondo della moda.

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