Sotto il vestito niente, il romanzo di Marco Parma

Quello di Marco Parma è un romanzo ambientato nella moda milanese il cui titolo, nel corso degli anni, è diventato anche un modo di dire

Sotto il vestito niente è un thriller del 1983 di Marco Parma a cui poi Carlo Vanzina si è in parte ispirato per il film omonimo nel 1985. Un libro pieno di intrighi, a iniziare dall’autore: Marco Parma è infatti lo pseudonimo di Paolo Pietroni, giornalista e scrittore italiano. Per anni Pietroni ha negato di essere Marco Parma, forse perché, in quanto direttore della rivista Amica, temeva di poter avere ricadute negative da parte degli inserzionisti di moda sulla rivista stessa. Poi però l’alter ego letterario di Paolo Pietroni – Marco Parma, appunto – ha “vinto” e sotto questo nome sono stati pubblicati altri due titoli: I segreti di una piccola città (1992) e Ciao Max. 100 storie sotto il cuscino (2000).

Ma torniamo al romanzo Sotto il vestito niente. In esso Marco Parma racconta la moda negli anni della Milano da bere, le ambizioni delle modelle, come anche le difficoltà e tutto quel variegato sottobosco che ruota tutto intorno al mondo della moda, spingendo un po’ la mano sul sesso (che, si sa, fa sempre vendere) e, molto ma molto prima della trilogia delle Cinquanta sfumature, del sesso sadomaso, con omicidio e sparizione di cadavere che male non fanno in un thriller.

Sotto il vestito niente, il romanzo di Marco Parma

Il titolo è, paro paro, una frase che nel romanzo pronuncia Mario Pozzo, editore della rivista di moda Venus:

Sotto il vestito non c'è niente. Anche quando si cerca nel profondo si scopre che le bamboline sono senza spessore. L'unica fonte di guadagno delle modelle è il loro corpo e non sanno far niente. I lettori delle riviste di moda, uomini o donne che siano, sono solo dei guardoni.

Un giudizio pesante che spesso ancora oggi viene affibbiato alle modelle. La frase la troviamo anche nel film di Carlo Vanzina, anche se un po’ diversa, ma non per questo meno cattiva:

Che cos’è una modella? Un corpo, un volto, un po’ di trucco, un bel vestito, e sotto il vestito… niente.

A pronunciarla nella versione cinematografica è un fotografo.

Barbara, con il cadavere di Jessica alle spalle. Scena dal film “Sotto il vestito niente” di Carlo Vanzina

Per il frame del film | "SottoVestitoNiente2". Tramite Wikipedia.

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