Sulle tracce di Sherlock Holmes

Attento osservatore, a cui affiancava sempre la deduzione, Sherlock Holmes è il protagonista dei primi romanzi gialli scritti verso la fine del XIX secolo

Holmes indaga

Film, serie televisive, un museo, racconti, videogiochi, piece teatrali e tantissimi personaggi che da lui hanno tratto ispirazione. Di chi stiamo parlando? Elementare, Watson: di Sherlock  Holmes, l'investigatore inglese, riconoscibile dal suo cappello (il deerstalker), la sua pipa e la sua lente d'ingrandimento che è parte dell'immaginario collettivo di tante generazioni, oltre ad essere diventato un sinonimo per indicare una persona attenta, curiosa e perspicace.

Sherlock Holmes è un personaggio antico: nasce in Inghilterra verso la fine del XIX seclo, dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle, scrittore, medico e poeta inglese considerato - assieme ad Edgar Allan Poe - il papà del genere letterario più seguito al mondo: il giallo.

E proprio dei racconti gialli è protagonista il nostro investigatore, che compare per la prima volta nel mondo della letteratura in un romanzo, "Uno studio in rosso", nel 1887. Da quel momento, la fama e la sua popolarità divennero indistruttibili, al punto da superare quella del suo stesso creatore, che non riuscirà mai ad amarlo del tutto (anzi pare che Doyle non amasse molto Sherlock Holmes proprio per averlo "oscurato").

images

Dal 1887 fino alla morte dello scrittore, Holmes compare in 56 racconti e quattro romanzi: storie piene di mistero, raccontate in terza persona dal suo amico John Watson, una sorta di alter dello stesso Conan Doyle che in Uno Studio in Rosso così descrive il detective:

[...] il suo sguardo era acuto e penetrante; e il naso sottile aquilino conferiva alla sua espressione un'aria vigile e decisa. Il mento era prominente e squadrato, tipico dell'uomo d'azione. Le mani, invariabilmente macchiate d'inchiostro e di scoloriture provocate dagli acidi, possedevano un tocco straordinariamente delicato, come ebbi spesso occasione di notare quando lo osservavo maneggiare i fragili strumenti della sua filosofia.

Attento osservatore e conoscitore della realtà,il detective di Baker Street è il primo nella letteratura a rendere popolare la criminologia, cioè l'applicazione del metodo scientifico alle investigazioni criminali. Investigazioni che vengono brillantemente portate a termine grazie all'osservazione dei particolari e soprattutto alla deduzione. Aspetti che Holmes considera distinti, perché l'osservazione porta ad alcune preliminari conclusioni, ma solo con la conoscenza di alcuni aspetti della vicenda si possono trarre delle conclusioni definitive. Tale metodo deriva direttamente da quello del dott. Joseph Bell, insegnante di Conan Doyle, che nella diagnosi medica propugnava prima l'attenta osservazione dei dettagli, poi la conclusione basata sulla raccolta di prove e indizi sul campo. Inoltre, Holmes distingue nettamente il vedere e l'osservare, dove solo l'abilità di cogliere i particolari può essere affinata con l'abitudine e l'esercizio.

È stato soprattutto il cinema, però, a rendere famoso il nostro detective. E proprio il grande schermo lo ha ritratto - erroneamente - nel modo in cui lo immaginiamo oggi, con il cappellino da cacciatore e la pipa curva e il suo intercalare "Elementare, Watson!", elementi aggiunti successivamente sia dall' illustratore Sidney Paget che dall'attore  Gillette, che lo portò sul palco per oltre 1300 volte.

Credits | Wikipedia

  • shares
  • Mail